Attenzione
Il fango è un ricordo, rimangono le beffe
Il 31 gennaio 2014 l’esondazione dell’Era devastò una parte di Ponsacco. «Abbiamo visto solo un’elemosina col contagocce»
PONSACCO. «Non penso solo ai mobili che abbiamo dovuto buttare via o ai soldi che siamo stati costretti a spendere. Quello che più mi ha ferito un anno fa è stato perdere gli oggetti di famiglia, gli album con le fotografie di una vita e tante altre piccole cose che facevano parte delle nostre esistenze».Floriana Benvenuti è a fianco del marito, Roberto Chiaverini. I due sono in piedi nel salone nuovo di zecca, ripristinato come tutta la casa poco prima di Natale. Ha gli occhi lucidi la donna e la voce rotta dall’emozione ricordando l’alluvione che il 31 gennaio di un anno fa ha devastato un angolo di Ponsacco, quello vicino al punto dove ha ceduto l’argine del fiume Era sommergendo d’acqua campi, scantinati, garage, case e aziende. Una vicenda che è ancora impressa nella mente di molte persone da queste parti, a quasi un anno esatto di distanza. (VIDEO)
Temporali e insonnia. Ironia della sorte oggi come allora c’è l’allerta meteo. Piove, ma non tanto come quella fine di gennaio del 2014. «È una sensazione bruttissima – spiega il figlio Simone, che abita al piano di sopra nella villetta di via Donizetti, una delle zone più colpite –. Così non si vive tranquilli. Ogni volta che di notte c’è il temporale non riesco a dormire». I suoi genitori hanno dovuto aspettare cinque mesi prima di cominciare i lavori per il rifacimento della loro abitazione.
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Lo stesso per Anna e Franco Casetti che sono stati sommersi dal fango in via Chiavaccini: «Ci siamo ripresi da poco, ma per molto tempo al primo accenno di pioggia ci entrava l’ansia. Il ricordo di quei momenti è davvero brutto». Furono giornate intense e di duro lavoro per i volontari, sia quelli delle associazioni che gli amici delle famiglie coinvolte nell’alluvione. «E a tutti questi va il nostro ringraziamento – aggiunge Simone Chiaverini – perché ci hanno dato un aiuto davvero fondamentale». Un ringraziamento che non va esteso all’allora giunta comunale, come spiegano i suoi genitori: «Non si fece vivo nessuno, nemmeno affacciati al cancello per sapere se avevamo bisogno di qualcosa. E che dire dei soldi del contributo sociale che ancora non ci hanno pagato? Il 25% di cinquemila euro. Spiccioli, elemosina che ci danno col contagocce. Una vergogna…».
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Lavori e aiuti. A guardarla oggi questa zona sembra come se non fosse successo niente. Il tratto di argine rotto è stato ripristinato, le zone vicino al fiume Era sono state sistemate dal Consorzio di Bonifica e i problemi sembrano essere risolti. Mauro Porziani, un altro abitante di via Donizetti, conferma che il suo garage ora non si allaga più a differenza del passato. È uno dei destinatari dei cinquemila euro stanziati dalla Regione. Un aiuto minimo come una goccia nel mare. I coniugi Casetti, per esempio, hanno speso 20mila euro per rifare tutto il piano terra della casa. I danni dei Chiaverini ammontano a circa 100mila euro, mentre quelli della ditta Pratelli, che lavora marmo in via Chiavaccini, sono stati pari a 144mila euro, come da perizia consegnata al tribunale.
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«Abbiamo ricevuto cinquemila euro dalla Camera di Commercio, ma è dura – spiegano dall’azienda –. Siamo stati fermi completamente per due mesi e a oggi continuiamo ad avere problemi con fornitori e clienti. Dallo Stato non abbiamo avuto nessuna agevolazione, specie per le tasse». Una nota dolente, questa, toccata anche da Anna Casetti: «È possibile che non siano previste misure di sostegno? Ci dicono che a Roma non ci sono soldi, ma noi che colpa abbiamo di quello che è successo?».
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