Italia
Tredici fondi sfitti per rilanciare l’agroalimentare
Serviranno ad ospitare delle “start up”: aziende nate da meno di 2 anni e gestite da imprenditori giovani
PONSACCO. Quante cose possono nascondersi dietro una start up. Di solito si parla di tecnologia, innovazione e ricerca.
Ma nel caso del progetto “incubatore diffuso” dimenticate quel che avete visto finora, perché dietro a uno dei termini più abusato degli ultimi venti anni, ci sono negozi, attività commerciali e vetrine dell’eccellenza del territorio. Che gli organizzatori dell’iniziativa vorrebbero riferito alla Toscana con riferimento all’agroalimentare.
Semmai, la tecnologia servirà per promuovere l’operazione e l’innovazione è racchiusa nell’idea di ripopolamento commerciale del centro storico di Ponsacco sfruttando i soldi della Regione.
Già, perché da Firenze è arrivata la notizia che i 13 fondi sfitti nel cuore dell’ormai ex cittadina del mobile potranno essere occupati da “start up house” che abbiano meno di 24 mesi di età anagrafica e di proprietà di persone sotto i 40 anni.
Il tutto dietro il pagamento di 15mila euro a fondo perduto.
A dirlo così sembra facile, ma per ottenere il denaro occorrerà presentare una serie di documenti, tra cui il tanto temuto business plan, senza il quale sarà impossibile usufruire dei finanziamenti.
Ecco, quindi, che l’esperienza del Polo tecnologico di Navacchio sarà fondamentale in questo senso e riguarderà anche la fornitura di quei servizi che hanno la fortuna della struttura del Cascinese.
Il progetto è stato presentato dal sindaco, Francesca Brogi, insieme all'assessore al commercio, Massimiliano Bagnoli, al direttore generale del Polo, Alessandro Giari e il direttore dell'incubatore di Navacchio, Elisabetta Epifori, oltre ad Alessandro Simonelli di Confcommercio.
Ma sarà ribadito con ulteriori approfondimenti alla cittadinanza e agli imprenditori interessati venerdì 30 gennaio alle 17, nella sala della giunta del Comune di Ponsacco.
I lavori entreranno subito nel vivo, perché il 15 febbraio è in programma la prima scadenza per la presentazione delle domande per l'ammissione al finanziamento. Quelle successive sono previste per maggio, agosto e novembre. «Al di là del finanziamento della Regione – ha spiegato Brogi – vogliamo comunque andare avanti sulla nostra strada. Ecco perché anche chi non otterrà i finanziamenti o non ha i requisiti potrà comunque usufruire di un affitto calmierato e dei servizi del Polo di Navacchio».
Questo è possibile grazie a un accordo con i proprietari dei fondi che, al momento, non incassano niente, ma che se dovesse andare in porto l’operazione avranno comunque buone entrate per le loro locazioni.
«Questo percorso diventa realtà solo se acquisisce una dimensione regionale o nazionale – ha detto Giari – perché dobbiamo far diventare Ponsacco una vetrina delle eccellenze del territorio per le quali merita passare dal centro della città. Sarà un esperimento per tutti».
Ed è per questo che cittadini, imprenditori e Comuni limitrofi si sono già dimostrati interessati.
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