Il Tirreno

Pontedera

«Il risveglio di Giada? È la fine di un incubo»

Il racconto del cugino della ragazza uscita dal coma dopo un terribile incidente Il ragazzo ripercorre quei drammatici momenti: «Siamo dei miracolati»

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ORENTANO. «Ho ricominciato a dormire solo da quando mi hanno comunicato che Giada si era risvegliata dal coma. In precedenza, ogni notte mi svegliavo di scatto intorno alle 2,30, allo stesso orario in cui è avvenuto l’incidente, e ripensavo allo scontro. È stato terribile».

A parlare è Marco Pieralli, 21 anni, pisano. La notte del 3 gennaio scorso era nella Peugeot blu insieme a Giada Marzocchini, giostraia di 27 anni che abita a Orentano, e Jois Meucci. I tre viaggiavano sulla FiPiLi, quando all’altezza di Navacchio Giada, alla guida, perde il controllo dell’auto, andando a sbattere contro il new jersey prima di carambolare per diversi metri. La vettura nell’impatto si ribalta. Marco e Jois riescono ad uscire dall’abitacolo, ma Giada resta incastrata con un ginocchio nelle lamiere. Poco dopo una Opel guidata da un uomo di origine turca residente a Pontedera sopraggiunge: non può evitare l’impatto. «È il ricordo più brutto in assoluto. Vedere l’auto nella quale era imprigionata Giada sbalzare in seguito alla scontro con la Opel. Noi eravamo fuori - racconta Jois Meucci, 21 anni, cugino di Giada - non potevamo fare niente. Ci siamo guardati disperati, convinti che Giada fosse morta».

I vigili del fuoco hanno impiegato un’ora per liberare la ragazza, poi trasportata a Cisanello dove, dopo un delicato intervento all’aorta, è rimasta ricoverata in coma per 9 giorni: fino al 12 gennaio scorso. È andata meglio ai due compagni di viaggio: Marco Pieralli ha riportato la frattura dello zigomo e della mascella. Solo una ferita alla mano per Jois Meucci, l’unico a essere rimasto completamente cosciente subito dopo l’incidente. «Appena ho visto che stavamo andando a sbattere contro il new jersey mi sono riparato la testa con le mani. Marco aveva il volto tumefatto, era svenuto. L’ho trascinato di peso fuori dalla macchina, l’ho fatto riprendere. Volevamo far uscire anche Giada, ma ci siamo accorti che era impossibile». Giada, Jois e Marco oggi stanno bene. La 27enne originaria di Viareggio, con residenza nel comune di Castelfranco di Sotto da pochi mesi, ha il bacino fratturato ed è costretta a letto.

I due ragazzi invece tentano pian piano di tornare alla vita di tutti i giorni. «Non è facile - spiega ancora Jois - ma siamo felici nel vederci ancora qui. Ripensare a quei momenti non serve a niente ormai». Sulla pagina Facebook di Giada Marzocchini in molti lasciano messaggi d’affetto per festeggiare il risveglio dal coma e il rientro a casa. Il 2 marzo è il compleanno di Giada. L’occasione sembra quella giusta per organizzare una grande festa. «Ancora non ci pensiamo. Noi giostrai siamo strani. Finché Giada non si sarà completamente ripresa non lo faremo nemmeno noi. Consapevoli però - chiude il cugino - di essere tre miracolati».

Tommaso Silvi

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