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Fiom: «Speriamo che Rossi convochi anche i sindacati»

PONTEDERA. «Speriamo di essere convocati presto dal presidente della Toscana Enrico Rossi così da capire bene nel dettagli gli elementi rassicuranti che sono emersi dopo il suo incontro con Roberto...

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PONTEDERA. «Speriamo di essere convocati presto dal presidente della Toscana Enrico Rossi così da capire bene nel dettagli gli elementi rassicuranti che sono emersi dopo il suo incontro con Roberto Colaninno, presidente del gruppo Piaggio».

Così i sindacalisti della Fiom-Cgil si esprimono a pochi giorni dal rendez vous tra i due presidenti a cui è seguita la riunione tra i sindacati e i dirigenti della fabbrica della Vespa dalla quale «questi elementi rassicuranti non sono emersi», sottolineano in un comunicato sulla questione.

«Il fatto che nello stabilimento Piaggio di Pontedera, negli ultimi quattro anni si siano salvaguardati i livelli occupazionali – dicono dalla Fiom riportando il resoconto di Roberto Colaninno a Enrico Rossi e dei dirigenti Piaggio ai sindacati - grazie anche ad un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, è certamente positivo, ma non può, in automatico, renderci “sereni” se accanto a ciò, mentre sono previsti investimenti in infrastrutture, non si prevedano significativi investimenti per nuovi motori e veicoli.

E neppure si prevedono ritorni di produzioni dislocate all'estero. Anzi, degli investimenti su nuovi veicoli sono previsti anche per il 2015, ma saranno prodotti all'estero, almeno così pare, dato che l'azienda non ha smentito quanto sostenuto dai sindacati», è ancora la preoccupazione dei sindacalisti.

Preoccupazione, poi, per l’indotto, visto che «nessuna novità è emersa dall'incontro, se non la solita ripetizione nel dire che Piaggio non ha nessuna “pregiudiziale” verso l'indotto locale, ma al contempo la moria occupazionale, dovuta in gran parte alla diminuzione di commesse, aumenta progressivamente».

E poi la riflessione che fa la Fiom Cgil tocca, inevitabilmente, anche la lettera per i casi di assenteismo inviata dall’azienda a una quarantina di operai, definita dai dirigenti, secondo quanto riferito, “un atto di cortesia”.

«Per favore, non scherziamo su cose serie – dicono i sindacalisti della Cgil - Se c'era l'intenzione reale di affrontare seriamente l'eventuale problema, gli strumenti e le modalità dovevano essere ben altre rispetto a quelle che l’azienda ha voluto mettere in campo con quella comunicazione. E, in ogni caso, le norme ed il contratto forniscono tutti gli strumenti necessari per affrontare la questione».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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