Sicurezza
Un argine contro il disagio sociale
S. Maria a Monte: il Comune aderisce a un programma di aiuti alimentari
SANTA MARIA A MONTE. Il comune di Santa Maria A Monte costruisce un altro argine contro il disagio sociale, che da anni è diventato un problema di prima importanza anche sul territorio italiano: l’amministrazione mette in atto un programma operativo sugli aiuti alimentari e l’assistenza materiale grazie ai fondi erogati dal Fead (Fondo degli aiuti europei agli indigenti).
Il progetto, di matrice europea, ha per capofila il comune di Fauglia, in cui la Fondazione “Madonna del soccorso” si occupa di distribuire i pacchi alle famiglie più bisognose. «Tramite un’apposita commissione, composta da un assistente sociale, dal responsabile e dagli addetti all’ufficio delle politiche sociali e del socio-educativo, è l’amministrazione stessa a occuparsi di stilare una lista di residenti sul nostro territorio, a cui si andranno a erogare gli aiuti inviando i pacchi direttamente a casa – dice il vicesindaco, Manuela Del Grande – I bisogni saranno valutati attentamente ricorrendo ai modelli Isee presentati in precedenza». Il progetto di distribuzione verrà realizzato in collaborazione con le associazioni di volontariato locale, la Misericordia e la Pubblica Assistenza di Santa Maria a Monte, l’Auser Soccorso Argento e la Misericordia di Montecalvoli.
Saranno queste ultime, infatti, a recarsi due volte al mese a Fauglia, presso la sede dell’associazione “Madonna del soccorso”, per prelevare materialmente i pacchi di alimenti mettendo a disposizione i propri volontari e mezzi. «Il contributo che eroghiamo – ricorda la Del Grande – si innesta all’interno di un più ampio raggio di iniziative sociali già attivo sul nostro territorio, per dare modo a più persone possibile di fruire degli aiuti». In tutto il Valdarno, infatti, è attivo dal 2010 il progetto “Il Buon Samaritano” in collaborazione con l’Asl di Empoli, che comprende i comuni di San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli in Valdarno: tramite le associazioni di volontariato locale, tra cui anche la Caritas diocesana, si individuano le persone che necessitano di usufruire gratuitamente dei beni di prima necessità e a queste si vanno a distribuire i generi alimentari rimasti invenduti presso i negozi Coop della zona.
Il punto di raccolta delle donazioni, in questo caso, è il magazzino situato in via Ferrari a Ponte a Egola. «I pacchi erogati tramite uno dei due progetti – puntualizza la Del Grande – non sono, però, cumulabili con quelli dell’altro. Le famiglie che usufruiranno degli aiuti Fead saranno quelle rimaste escluse dal progetto “Il Buon Samaritano” in modo tale da dare a quante più persone possibile il sostegno di cui si ha sempre più necessità in un momento di crisi come quello attuale».
Elena Battaglia
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