Italia
Trattamento del diabete, 765 pazienti presi in cura
PONTEDERA. Ben 765 pazienti presi in carico su 888 diagnosticati come diabetici; miglioramento dei valori dell’emoglobina glicata (da 8,7% a 7,6%) e degli altri indicatori di processo come Ldl-coleste...
PONTEDERA. Ben 765 pazienti presi in carico su 888 diagnosticati come diabetici; miglioramento dei valori dell’emoglobina glicata (da 8,7% a 7,6%) e degli altri indicatori di processo come Ldl-colesterolo (da una media di 109.5 a poco più di 100 mg%) e della pressione arteriosa. Questi sono i risultati del progetto coordinato dal dottor Modesti a Pontedera, che si caratterizza per la presa in carica proattiva della cronicità, prevedendo una serie di provvedimenti atti a ridurre l’incidenza di eventi cardio e cerebro vascolari su una popolazione ad alto rischio che comprende pazienti affetti da diabete mellito, scompenso cardiaco o con precedente ictus cerebrale.
Il progetto regionale di medicina di iniziativa si realizza a Pontedera e coinvolge 9 medici di medicina generale (Roberto Bartaloni, Rossano Caglieri, Giorgio Ciampalini, Attilio Costagli, Cecilia Del Papa, Vanni Galloni, Leonardo Modesti, Simona Ponzone) per un bacino di utenza di circa 12.000 cittadini, quasi la metà degli abitanti della città. Per la popolazione diabetica sono state previste una serie di misure per attuare in maniera omogenea ed efficace percorsi di controllo clinico e di trattamento farmacologico ed educativo sui pazienti. Inoltre è stata individuata una figura nuova nel panorama delle cure primarie, il diabetologo territoriale, che costituisce anello di congiunzione tra la medicina generale ed il centro diabetologico dell’ospedale di Pontedera.
I risultati raggiunti sono il frutto del lavoro di squadra di un team territoriale formato medici di medicina generale, infermieri di famiglia, e operatori socio sanitari che lavorano in maniera integrata con gli specialisti realizzando la totale presa in carico del paziente che diventa veramente il centro di un percorso di cura più snello e meno burocratizzato. Questo metodo di lavoro ha portato una parte sempre più crescente di popolazione ad essere informata sui corretti stili di vita e a prevenire o ridurre le complicanze delle patologie croniche, producendo un duplice beneficio: miglioramento dello stato di salute dei cittadini, in un’ottica di appropriatezza delle cure con conseguente vantaggio anche per il sistema sanitario nazionale, vantaggio dovuto al minor numero di ricoveri ospedalieri. Questo modello conferma l’importanza di seguire percorsi di diagnosi e cura condivisi ed omogenei tra medici di medicina generale e professionisti ospedalieri: il miglioramento degli indicatori di processo, il gradimento espresso dalla popolazione verso questa nuova organizzazione lo indicano come una strada da percorrere in molte cronicità, non solo nel diabete.
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