Il dolore
Super lavoro, file e accessi record pronto soccorso in tilt
Si viaggia al ritmo di 170 presenze al giorno. Reparto in crisi. Dall’Asl : «Chi non lo ha fatto ed è a rischio si vaccini subito»
PONTEDERA. Si lavora a cottimo, come soldati in trincea. In questi giorni il pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera è preso d’assalto. Si viaggia alla media di circa 170 accessi al giorno con la punta record, registrata sabato scorso di 186 pazienti presi in carico dal personale in servizio. Oltre la metà di chi si presenta davanti alle stanze del dipartimento d’urgenza, però, viene classificato nei codici più bassi (bianco, azzurro e verde). E alla stragrande maggioranza degli ammalati viene diagnosticata la classica sindrome influenzale (che dovrebbe raggiungere il picco massimo la prossima settimana). Per questo motivo dall’Asl 5 invitano chi non lo avesse fatto ancora a vaccinarsi. «C’è ancora tempo», dicono dall’azienda sanitaria ripetendo il refrain che in questi giorni è stato scandito dall’assessore regionale alla salute Luigi Marroni.
Personale. Al boom degli accessi si aggiunge anche la carenza di personale. Il pool di medici d’urgenza è stato di recente rafforzato grazie ad una delibera del direttore generale che ha messo un tampone all’emorragia organizzativa causata dall’assenza di alcune dottoresse in maternità.
Gli accessi. Nonostante questo i numeri che si stanno registrando in questi giorni mettono in seria difficoltà il reparto e costringono a turni di straordinario e super lavoro. Dall’inizio del 2015 al 25 gennaio erano stati ben 3988 i pazienti presi in carico dal personale medico. E di questo passo di certo verrà superata la soglia record del gennaio 2014 quando al pronto soccorso si registrarono 4529 accessi di cui 2927 in codice verde, 762 in codice azzurro e 92 bianchi. Insomma, oltre l’83 per cento dei pazienti che si rivolsero al presidio d’urgenza potevano essere presi in carico dal medico curante. E, per il 2015, il trend sarà lo stesso. «Quando è possibile - continua dall’Asl 5 - consigliamo all’utenza di rivolgersi al medico di famiglia in modo da non ingolfare il pronto soccorso dell’ospedale».
L’identikit. Chi si presenta in questi giorni al pronto soccorso? «La maggior parte sono persone colpite dalla sindrome influenzale e che non si sono vaccinate - dicono dall’azienda sanitaria - la maggior parte delle quali è affetta da una malattia cronica». Dall’Asl spiegano anche che una fetta importante degli accessi è costituita dalle persone che subiscono una ricaduta a seguito di una sindrome influenzale.
Il weekend. La richiesta, partita anche dalla Regione, andava dritta ai medici di famiglia. Dall’assessorato alla salute ci si appellava ai dottori per fare da filtro ed evitare l’assalto ai dipartimenti d’urgenza degli ospedali. Analizzando i numeri si nota bene, infatti, come il pronto soccorso venga subissato di un super lavoro durante il fine settimana.
Nel mese di gennaio è stato un continuo. Il primo weekend, quando l’influenza non era ancora esplosa, si erano presentati in ospedale 317 persone. Sette giorni dopo i pazienti presi in carico sono stati 344, la settimana successiva 323, fino all’ultimo weekend dove dottori si sono occupati di 343 persone.
In barella. E anche ieri si sono viste persone in barella “parcheggiate” in corsia per qualche ora in attesa di un ricovero o sotto osservazione. «Ci scusiamo per questo disagio con l’utenza - dicono dall’Asl - ma spesso il personale è costretto ad agire in questo modo per la mancanza dei posti letto e in attesa che si liberino.
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