Sicurezza
La fuga dei rapinatori tra i genitori di una scuola
Stavolta le telecamere comunali funzionavano. Ripresi i banditi mentre raggiungono la zona della Montagnola dopo il colpo alla banca sul Piazzone
PONTEDERA. Questa volta le telecamere della videosorveglianza comunale erano funzionanti. Hanno ripreso i due uomini che hanno rapinato l’agenzia della Banca di Pisa e Fornacette sul Piazzone. Anche se le immagini non sono particolarmente nitide, l’occhio elettronico posizionato nei pressi del muro di Baj lungo la ferrovia ha immortalato la fuga dei due rapinatori che, sia pure con passo svelto, hanno attraversato a piedi, all’orario di uscita delle scuole, prima piazza Martiri della Libertà e poi via della Stazione Vecchia per arrivare fino alla zona della Montagnola. Da qui probabilmente si sono dileguati con un’auto. Non è escluso che ci fosse un complice ad attenderli. Magari la persona con cui era al telefono uno dei due rapinatori quando è entrato in banca, poco dopo le 13,10 dell’altro giorno. Sì, perché se uno dei malviventi ha indossato sciarpa e occhiali da sole per non farsi riconoscere, l’altro ha usato un accorgimento in più. Le immagini della videosorveglianza della banca lo hanno ripreso mentre tiene il cellulare all’orecchio come se stesse parlando con qualcuno. Da questi fotogrammi che la banca ha messo a disposizione della polizia sono iniziate le indagini per risalire agli autori della rapina da 20mila euro, la prima dell’anno ai danni di un istituto di credito della Valdera. Il commissariato sta accertando se ci sono telecamere private sul Piazzone in grado di fornire altre indicazioni sui rapinatori, uno dei quali aveva un piccolo coltello o un taglierino. Particolare su cui le testimonianze non sono in linea tra di loro, cosicché all’inizio si era diffusa la voce che i banditi, piuttosto sfrontati per l’obiettivo scelto e per l’orario in cui sono entrati in azione, fossero addirittura disarmati.
Una rapina che sa di beffa anche per chi lavora sul Piazzone. All’ora della rapina, infatti, nei pressi della banca c’erano non pochi cittadini. Nessuno, anche chi lavora nei bar o nell’edicola vicino all’istituto di credito, ha intuito quello che stava succedendo all’interno della sede della Banca di Pisa e Fornacette, che tra l’altro non è la prima volta che viene presa di mira con lo stesso copione e sempre con un discreto risultato per i malviventi.
«Sono soddisfatto che almeno questa volta le nostre telecamere abbiano aiutato a capire in quale direzione i rapinatori sono fuggiti – dice il sindaco Millozzi –. Crediamo come amministrazione nell’importanza della videosorveglianza e per questa ragione speriamo di riuscire al più presto a individuare la ditta che si occuperà delle telecamere che nel corso del tempo sono state posizionate in varie zone della città. Entro metà febbraio si dovrebbe concludere il bando per individuare l’azienda che si occuperà della manutenzione dei vari occhi elettronici della rete pubblica, peraltro assenti dalla piazza dove ha sede la banca e che, anche se siamo nel cuore della città, si è dimostrata alquanto vulnerabile. «Abbiamo saputo della rapina – dicono al bar Baldini – solo quando abbiamo visto le macchine della polizia e dei carabinieri». Stessi commenti al bar Caffè d’oro, che si trova a due passi dall’istituto di credito preso di mira.
«Sono episodi che devono far riflettere – commenta il titolare della gioielleria “Andromeda” –. Questi fatti non ci aiutano a sentirci sicuri». In effetti, e tra l’altro non è nemmeno la prima volta, i banditi hanno studiato e poi realizzato un piano che deve far pensare. I rapinatori sono entrati in banca come normali clienti e altrettanto facilmente si sono dileguati, passeggiando accanto a genitori e studenti che affollavano l’uscita della scuola “Curtatone”. Con un particolare da non trascurare: in pochi minuti quei due avevano fatto un “prelievo” da circa 20mila euro.
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