Lutto
«In Grecia per respirare un po’ d’aria fresca»
Un gruppo di studenti universitari pisani ha assistito in diretta al trionfo di Syriza e di Tsipras
PONTEDERA. La musica si faceva sempre più insistente in piazza Klathmonos, nel centro di Atene. Nel quartier generale di Syriza, il partito di Alexis Tsipras che alla fine di una giornata di elezioni aspettava speranzoso i risultati sotto il tendone, preso d'assalto dai media di mezzo mondo e dai tanti venditori di suvlaki che si assiepavano di fronte all'entrata, una platea di militanti greci attendeva i primi exit-poll. Fra loro, preponderanti, le delegazioni straniere di mezzo continente. Ed anche in questo pezzo di mondo scosso dalle elezioni più importanti gli italiani c'erano, e non mancava all'appello nemmeno la rossa Toscana. Si chiamano Edoardo, Gianluca, Daniele, Simone, Veronica, Marco, Lorenzo, Emiliano, Antonio, Matteo, Gina, Jacopo, Alessandra e Laura. E probabilmente ve ne sono molti altri. Variamente attivi nei sindacati studenteschi, nei neonati nodi locali della lista “L'Altra Europa”, nei partiti della sinistra radicale come Rifondazione Comunista o nel mondo delle associazioni: sono i ragazzi partiti dalla città in cui vivono e studiano, Pisa, per fare questa esperienza in mezzo agli “esuli” delle sinistre di mezza Europa. «Esuli, giusto – ci dice Antonio, studente di filosofia e militante nel Prc, partito insieme ai suoi compagni il 23 mattina – perché una roba simile chissà se la vedremo mai in Italia». E forse è proprio questo che l'ha convinto a partire: «Per vedere da vicino un paese in cui fare politica ha ancora senso. In cui si sa di fare la differenza e si assapora il gusto di quella comunità d'intenti che non si accorge dei confini nazionali». Ed il riferimento, chiaro come in quei video che su YouTube lui e tanti altri postano compulsivamente, è ai canti di speranza e di vittoria che hanno accompagnato tutta la campagna elettorale, con le italianissime “Bella Ciao” e “Fischia il vento” cantate a squarciagola un po' da tutti nelle strade. «C'è da sentirsi vivi in quel contesto, specie se si è impegnati in politica a sinistra», racconta Edoardo, anch'esso iscritto a filosofia e impegnato nel sindacato studentesco. E allora perché proprio ora? Perché la Grecia? «Perché è il paese che è stato più colpito dalla crisi e dalle politiche di austerity. Da qui può ripartire la sinistra in Europa, perché qui si riscopre l'importanza dell'internazionalismo», continua. E sono tanti fra loro, infatti, quelli che già pensano ad un futuro da riscrivere anche nel nostro paese. «Siamo andati a respirare un po' d'aria fresca, lontano da quella rassegnazione e disillusione che regnano nel nostro paese. Dal loro entusiasmo e dal loro modo di fare politica, fatto di strutture autogestite e solidarietà, avremmo molto da imparare – dice lo studente Simone Coduti, uno dei capifila della lista “L'Altra Europa” a Pisa –. Come dai tanti giovani di Syriza incontrati in questo viaggio».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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