Attenzione
Vittime dell’usura, c’è il Centro di ascolto
A San Miniato un punto di riferimento per chiunque finisca nella morsa di un fenomeno sempre più diffuso
SAN MINIATO. Il caso più classico è quello del mutuo per la casa che di colpo diventa insostenibile, unito magari alla perdita del lavoro di uno o di entrambi i coniugi. Altre volte, invece, il dramma nasce da un uso spregiudicato del denaro, figlio di uno stile di vita superiore alle proprie possibilità: dall’auto di grossa cilindrata al televisore di ultima generazione, in un sommarsi di tante piccole rate che insieme vanno a scavare un debito difficile da colmare. Un deficit spesso aggravato dalla piaga del gioco e delle slot machine, vero e proprio colpo di grazia per l’economia delle famiglie. Sono queste le storie più ricorrenti di chi trova la forza di chiedere aiuto.
Storie di vita e di disagio sociale che offrono lo spettro delle difficoltà prodotte dalla crisi, alle quali i Centri di ascolto antiusura della Misericordia provano a dare un supporto, attraverso la richiesta di finanziamenti ad hoc per l’estensione del debito. Una forma di aiuto che sempre più spesso, però, deve alzare bandiera bianca di fronte a una precarietà del lavoro che rende complicato onorare anche il più comodo dei fidi. È un quadro a tinte forti quello che si ricava dai racconti del Centro antiusura della Misericordia di San Miniato, unico sportello attivo fra i comuni del Valdarno.
Il centro di ascolto. Un’attività partita nel marzo 2008, su impulso dell’allora governatore Bruno Bellucci, che impegna attualmente quattro volontari: Franco Cerri, Orazio Mori, Sergio Matassini e Alberto Senesi, tutti (tranne quest’ultimo) ex dipendenti della Cassa di Risparmio di San Miniato. «La nostra – ci dicono – è un’attività di prevenzione, pensata per intervenire prima che le persone cadano nella rete dell’usura, contro la quale, da parte nostra, non possiamo far altro che consigliare la denuncia». Attraverso una fondazione partecipata dalle banche toscane, infatti, la rete degli sportelli antiusura, affidata alle Misericordie, è in grado di offrire finanziamenti garantiti al 50% dalle banche stesse e al 25% dalla Regione, in molti casi con tassi non troppo distanti da quelli ordinari. «In particolare – spiega Cerri – operiamo con persone che non offrono più le garanzie per ottenere soldi dalle banche, o che si sono indebitate con le finanziarie fino a pagare rate superiori agli stipendi che portano a casa. In questi casi cerchiamo di riunire tutto in un unico debito e istruiamo la pratica per la richiesta del finanziamento».
Le difficoltà. Ma ci sono anche situazioni in cui tutto questo non basta: «La concessione dei finanziamenti è determinata da tabelle ben precise – aggiunge Mori – basate ovviamente sulle possibilità di rientro. A volte, quindi, ci troviamo nelle condizioni di non poter aiutare perché i redditi risultano insufficienti o perché non ci sono proprietà». «In questi casi cerchiamo comunque di dare alle persone dei consigli per rimodulare i debiti – riprende Cerri – spesso accompagnandoli noi stessi a parlare con i propri istituti di credito. In questo modo, di solito, si riesce ad ottenere un allentamento di certe condizioni. La nostra attività, insomma, non si limita a stare dentro questo ufficio».
I numeri. Nell’arco del 2014 lo sportello di San Miniato ha trattato 15 casi per un totale di circa 350mila euro consessi alle famiglie. Numeri che risultano paradossalmente in calo rispetto agli anni precedenti, a fronte ad esempio delle 25 famiglie aiutate nel 2013, per un totale di circa un centinaio di casi trattati dal 2009. Un trend che suona però come un ulteriore campanello d’allarme: «Potrebbe sembrare un fatto positivo – dice Cerri – ma in realtà è esattamente l’opposto: tra la gente prevale la sfiducia, determinata dalla mancanza di certezze sul lavoro e quindi della conseguente difficoltà di riuscire a saldare anche un eventuale finanziamento».
Giacomo Pelferi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
