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Pontedera

«Guardate in cielo orgogliosi di lui»

«Guardate in cielo orgogliosi di lui»

Il quartiere di “Forderponte” in lacrime per l’ultimo saluto a Fabiano Angiolini, fulminato da un infarto a 63 anni

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PONTEDERA. “Forderponte” ha dato l’ultimo saluto all’amico Fabiano Angiolini, morto a 63 anni per un infarto. Sono troppi pochi per morire: un pensiero comune ma che l’amico Riccardo Minuti ha trasformato in lacrime quando, alla fine della cerimonia religiosa nella chiesa di San Giuseppe, ha ricordato Fabiano così come lo hanno conosciuto gli abitanti di Fuori del Ponte, uno dei quartieri più popolosi della città. «Se n’è andato Garrinchia!». Sì, da ragazzino Fabiano amava farsi chiamare così quando nel campetto di calcio del quartiere fintava a destra e scattava a sinistra. Era come se Angiolini fosse lì, in quella chiesa silenziosa, con il suo sguardo un po’ ironico, mentre l’amico passava in rassegna i tanti momenti trascorsi insieme. La passione per il calcio, il ciclismo, la boxe. E poi l’incidente sul lavoro a 20 anni, che lo aveva reso invalido e in seguito al quale aveva cominciato a lavorare come custode al museo di San Matteo a Pisa.

«Siamo cresciuti a pizze e ideali. Tra passioni e il sogno di un modo migliore e anche di un quartiere migliore». Un aneddoto ha fatto commuovere chi lo conosceva bene, portando alla memoria un episodio che la sua improvvisa morte aveva fatto passare in secondo piano. Angiolini era tra quei pontederesi che non amano la definizione Oltrera per il quartiere che si trova fuori dal centro, al di là del Ponte Napoleonico. Voleva un solo nome: Fuori del Ponte. “Macché Oltrera, questo è il quartiere di Fòri der Ponte!”, gridava quando sentiva la definizione Oltrera. E in un’occasione, insieme ad uno degli amici del quartiere, si fece sorprendere mentre scriveva sui cartelli stradali quello che per lui era l’unico, vero nome del quartiere. E se a Fabiano parlavi di questo episodio lui ti rispondeva con un sorriso e allargava le braccia. Era fatto così...

«Il suo bersaglio erano i privilegi e gli abusi», ha aggiunto Minuti, ripercorrendo le ultime fasi dell’impegno politico di Angolini. Infine, un pensiero per la sorella Fabiana, il figlio Marvin e la moglie Antonietta, che «da oggi quando alzano il capo possono guardare verso il cielo orgogliosi».

La città si è stretta attorno al dolore dei familiari. Angiolini, infatti, era un punto di riferimento sia per l'attività politica che per la società pugilistica Galilei-Mazzinghi. Il corteo funebre si è mosso dalle cappelle della Misericordia fino a raggiungere, la chiesa di San Giuseppe nel quartiere di Fuori del Ponte.

Tra i presenti, l'ex sindaco Giacomo Maccheroni, il presidente Geofor Paolo Marconcini, il sindaco Simone Millozzi, l'ex segretario del Pd Antonio Pasquinucci e quello attuale Roberto Fabio Tognetti, l'assessore comunale Marco Papiani, il compagno delle avventure politiche Loriano Sacchini, il pugile Alì Ndyaie e il campione di pugilato Sandro Mazzinghi, l’ex presidente della Provincia Andrea Pieroni e tanti amici di “Forderponte”, appassionati di pugilato e consiglieri comunali.

(s.c.)

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