Il Tirreno

Pontedera

Si apre una nuova diatriba sulle sorti del Pomarancio

di Gianni Bianchi
Si apre una nuova diatriba sulle sorti del Pomarancio

Botta e risposta tra gestori e Comune. I titolari: «Vogliamo ampliare la struttura» L’amministrazione: «Prima deve essere saldato il pregresso». A rischio l’appalto

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POMARANCE. La società che gestisce l’Hotel Pomarancio propone al Comune, proprietario della struttura alberghiera, un ampliamento del numero delle stanze. L’amministrazione risponde che, ammesso e non concesso che si possa eventualmente variare le attuali condizioni contrattuali, occorre che vengano saldate le rate d’affitto arretrate che i gestori del Pomarancio devono al Comune.

È l’ultimo capitolo dell’eterna “questione Pomarancio”, per vari motivi spesso al centro delle polemiche negli ultimi mesi.

I gestori. «Abbiamo rilevato la gestione della struttura poco più di due anni or sono, dopo numerosi investimenti sull'immobile e sulle parti mobili della stessa per circa 300mila euro, solo adesso, grazie alla nostra ininterrotta azione pubblicitaria stiamo iniziando a raccogliere i primi risultati in termini di richiesta – riferisce Andrea Pizzi, titolare della società che gestisce l’hotel e il ristorante annesso - abbiamo formalizzato varie proposte all'amministrazione comunale fin dal maggio scorso tese all'ampliamento del numero di camere della struttura poiché il numero delle stesse è largamente insufficiente per consentire la quadratura del conto economico». E ancora: «Riteniamo che le risposte che abbiamo avuto sul mercato turistico confermino la necessità di dare concretezza a quanto da noi proposto all'amministrazione comunale anche in considerazione del fatto che l'Antico Hotel del Pomarancio ed il ristorante annesso sono gli unici aperti 365 giorni l'anno in tutto il territorio comunale» riporta Pizzi.

La replica. «In questo momento oggetto di contratto è il pagamento delle rate di affitto, avendo degli arretrati importanti ed essendo impossibilitati per contratto a uscire fuori dalla clausola, è chiaro che noi possiamo, credo comunque con difficoltà, valutare eventuali possibilità solo dopo che si è ripristinata la corretta corresponsione della quota d’affitto – dice sindaco di Pomarance Loris Martignoni – anche perché c’è una fideiussione di garanzia e non si può certo andare oltre questo elemento».

Il conto. Affitti arretrati che, facendo un conto veloce e non dettagliato, ammonterebbero a circa 30mila euro. «C’è un contratto – prosegue il sindaco di Pomarance – se non si rientra nelle normalità delle condizioni contrattuali, noi contrattualmente saremo costretti a dare la disdetta del contratto, e rientrare in possesso della struttura».

Un rapporto, quello tra amministrazione e società gestrice dell’Hotel Pomarancio, che potrebbero anche interrompersi bruscamente. «Qui non si comprende che i rapporti non sono tra due privati, ma tra un’amministrazione pubblica e un privato – puntualizza Martignoni – c’è un contratto, e un’assegnazione che è stata oggetto di una gara».

In sostanza, il Comune non sembra avere l’intenzione di abdicare alle proprie garanzie, e al “nero su bianco” delle condizioni contemplate dal contratto: di conseguenza, al pagamento degli affitti arretrati. «Abbiamo inviato già da ottobre ripetuti solleciti, e poi è partita anche la lettera ufficiale di contestazione - rammenta Martignoni - quindi se non ci sarà questo pagamento, da parte nostra avvieremo il procedimento per la restituzione della struttura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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