Il Tirreno

Pontedera

Quelle due rotatorie sono un vero pericolo

Quelle due rotatorie sono un vero pericolo

Sotto accusa la viabilità allo svincolo della Fi-Pi-Li di Montopoli Sono prive di illuminazione dopo un furto di cavi di rame

3 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI. Se si potessero contare per un giorno tutti i mezzi in transito si raggiungerebbero senza dubbio numeri a quattro cifre. Si tratta, del resto, di due rotatorie non da poco, strategiche per la viabilità dell’intero Valdarno. Eppure, a dispetto della loro importanza, la sicurezza dei viaggiatori è ancora affidata ai fari delle auto e a tanta buona sorte. Parliamo delle due rotatorie all’uscita della Fi-Pi-Li di Montopoli: la prima lungo la Tosco Romagnola a ridosso della superstrada, la seconda fra la provinciale Romanina e il ponte per Santa Maria a Monte, nei pressi del complesso “Le Barbate”.

Due snodi che di fatto collegano il comprensorio con la Valdera e che sono entrambi privi di illuminazione, seppur per ragioni diverse. A segnalare il caso sono gli attivisti montopolesi del movimento 5 Stelle, facendosi portavoce della segnalazione di un cittadino che dalla metà di novembre ha chiesto spiegazioni al Comune. La risposta dell’amministrazione è arrivata giorni fa, «solo dopo una serie di solleciti – riferisce l’uomo – e dopo aver minacciato un esposto».

Due anni senza rame. In uno dei due casi, quello della rotatoria delle Barbate, i lampioni a dire il vero ci sarebbero, ma risultano fuori uso ormai dall’estate 2013, da quando il più classico dei furti di rame (che tra l’altro fu il secondo furto in pochi mesi) ha lasciato l’area completamente al buio. «Le auto che arrivano da Ponticelli - ha scritto il cittadino agli uffici comunali - data la scarsa illuminazione, sono costretti a mettere i fari abbaglianti. Venendo dalla direzione opposta, capita spesso di trovarsi i fari in faccia, e la cosa non è piacevole, né per la vista né per la sicurezza». Da parte del Comune, tuttavia, nessuna indicazione sui tempi per la riattivazione dell’illuminazione: «Al momento - si legge semplicemente nella risposta - questo ufficio non dispone di stanziamenti in bilancio per poter rimettere i cavi».

Uno svincolo da brividi. Al contrario, lo svincolo all’uscita della superstrada, realizzato negli anni Novanta insieme all’arrivo della Fi-Pi-Li, i lampioni non li ha proprio mai avuti. Se n’è parlato, quello sì, nel corso degli anni, ma il progetto è rimasto sempre al palo. Una questione che si lega alla complessità di uno svincolo un po’ cervellotico, che attraverso un giro obbligato riesce a garantire la fluidità del traffico, ma che non ha previsto minimamente alcun percorso in sicurezza per pedoni e ciclisti. «Accade spesso - scrive infatti il cittadino - che persone in bicicletta rischino di essere travolte. Posso capire con la crisi e con la morsa del Patto di stabilità gli interventi di manutenzione siano un costo, ma credo che per la sicurezza dei cittadini illuminare delle rotatorie così trafficate dovrebbe essere una priorità». L’uomo chiede quindi cosa il Comune ha intenzione di fare. Dagli uffici, però, rispondono che il problema, in realtà, è da attribuire a quei «ciclisti e autisti che compiono manovre azzardate mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri, come acceduto nell’ultimo incidente di qualche giorno fa».

Appello alla responsabilità. «Ricapitolando - commenta l’uomo - nonostante noi cittadini abbiamo pagato la Tasi per avere servizi rivolti alla collettività, ad esempio la manutenzione o l’illuminazione, non abbiamo una sicurezza stradale idonea. Abbiamo diversi incidenti ma è colpa dei ladri di rame. Abbiamo una rotatoria super trafficata ma è colpa di ciclisti e automobilisti se qualcuno si fa male. Mi chiedo quando questa amministrazione si prenderà le proprie responsabilità nel garantire la sicurezza ai cittadini».

Giacomo Pelfer

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa