La manifestazione
Il pulpito è digitale e le prediche sono a colpi di istantanee
Don Sergio Occhipinti, parroco di Orentano, è un assiduo frequentatore di Facebook. «Così dialogo con i fedeli»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Le moderne prediche passano dagli smartphone e diventano digitali. Con una foto al giorno, rigorosamente a tema, don Sergio Occhipinti, 54 anni, parroco di Orentano, il paese del dolcione realizzato con migliaia di bigné, nel comune di Castelfranco di Sotto, strappa numerosi “mi piace” e si mantiene in contatto con un’ampia comunità virtuale oltre che con i suoi parrocchiani. Da due anni il sacerdote è approdato su Facebook.
Dopo un periodo interlocutorio, servito a prendere contatti con quasi duemila amici, è iniziata la fase più operativa: il parroco ha deciso che poteva utilizzare il suo profilo Facebook per far conoscere il messaggio cristiano. E così sono iniziati gli scatti, pubblicati almeno una volta al giorno. Foto che fanno riferimento alla vita della piccola comunità, a fatti personali capitati al sacerdote o agli amici. Ma anche istantanee che si offrono a considerazioni su temi più generici. C’è una varia umanità, oltre alla vita del paese dietro le mille espressioni del parroco che non esita a immortalarsi vicino alle bare, in un cimitero, in occasione della festa di paese o di un concerto importante per la comunità. Così come quando commenta un episodio da cui è rimasto colpito.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:foto-e-video:1.10724059:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/foto-e-video/2015/01/23/fotogalleria/i-selfie-di-don-sergio-occhipinti-1.10724059]]
«Non vorrei dare troppa importanza a questa mia abitudine, chi mi conosce lo sa che non cerco pubblicità...», prova a dribblare le domande il sacerdote. Ma lui dal pulpito digitale non perde occasione per rivolgere un messaggio di speranza agli amici virtuali. «Certe fotografie, almeno a prima vista – spiega – possono sembrare leggere. Prima di dare un giudizio, consiglio sempre di leggere anche i pensieri che scrivo al momento di pubblicare le foto. I post contengono un messaggio cristiano, di solito resto su considerazioni generiche, tutti si possono ritrovare nelle mie parole, a prescindere dalla religione. Il messaggio di fondo delle immagini è sempre positivo, di speranza, di pace, di serenità. A volte parto da situazioni negative, dalla morte e dalla sofferenza o da una caduta, che fanno parte della nostra vita, per dare sempre un consiglio e una parola di speranza, che faccia intravedere la gioia e la felicità».
I parrocchiani e gli amici virtuali gradiscono. È un modo immediato per interagire con giovani e adulti. I più apprezzano, anche quelli che di solito non frequentano la chiesa. «Mi capita di incontrare persone che mi ringraziano. Molti mi dicono: “Il tuo sorriso ci dà la forza”. Don Sergio problemi non se ne fa. E dentro ai suoi scatti sono finite, come è successo recentemente dopo la morte dell’anziano padre, anche storie personali. «A tutta la grande famiglia di Facebook, che sei tu che stai leggendo, un grazie di cuore per il tuo pronto intervento nell’avermi manifestato il tuo cordoglio e affetto, e così da Dio sarai sempre amato e benedetto...», ha scritto in un post del 13 gennaio, dopo il grave lutto che lo ha colpito.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.10724037:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10724037:1652169754/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ma anche un banale tramonto, e in questi giorni ce ne sono stati di magnifici, può diventare l’occasione per riflettere. «E così come in un banale tramonto la vita sembra nel nulla tramontare. Ma per chi ha fede sa che l’ anima non muore e al ciel da quel Dio che l’ ha creata vuol per sempre ritornare...».
Incappucciato e con una mano protesa verso alcune bare, don Sergio riflette sulla morte. «E anche quando di notte la morte venisse a prenderti per farti entrare in una bara oscura non aver mai alcuna paura ma abbi solo fede in Gesù risorto che l’ha vinta e per sempre sconfitta...».
E mentre posa sotto a un grande cartello stradale di stop, richiamando inevitabilmente una certa curiosità, introduce un altro argomento sempre attuale: «Ad ogni forma di guerra, odio, violenza, rancore e ad ogni strage diciamo basta. È solo con l’amore e il perdono che si vince il mondo, e al tramonto della vita cosí il Paradiso ci saremo conquistato...». E chissà che un giorno tutte queste foto, compreso quello con l’amico Gabriele Toti, orentanese doc, sindaco di Castelfranco, non diventino una piccola pubblicazione, un segno del pastore di anime digitali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
