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Tornare a casa? Peggio di un rally

Tornare a casa? Peggio di un rally

Buche, allagamenti, disagi e danni alle auto per i residenti di tre caseggiati

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Quando rientrare a casa si trasforma in una specie di Camel Trophy. Scenario di questa sfida per avventurieri delle quattro ruote non è un paese esotico e selvaggio, ma uno degli angoli più nascosti e insieme più graziosi del comune di Santa Croce. Una strada comunale sconosciuta ai più, dal nome vezzeggiativo: via di Paduletta, a metà strada fra Staffoli e Galleno.

Una strada bianca raggiungibile solo attraverso una deviazione di alcune centinaia di metri rispetto alla strada provinciale: si superano un paio di curve, una breve discesa, e lo sguardo si apre su una piccola radura in mezzo al verde delle Cerbaie. Al centro tre caseggiati. Un pugno di famiglie, costrette ogni giorno a fare avanti e indietro su una strada che definiscono «disastrata e pericolosa», e per la quale reclamano da tempo un po’ di attenzione e un intervento di manutenzione. Reso ancor più necessario dal maltempo. Il fondo si presenta ormai zeppo di buche, che stanno mettendo a dura prova le vetture dei residenti. «In solo due anni le sospensioni dell’auto sono già da buttare», ci racconta uno degli abitanti, indicandoci subito dopo un’altra vettura, con il vetro anteriore attraversato in orizzontale da un vistoso schianto: «È successo poche settimane fa - ci racconta - La macchina è sobbalzata dentro una delle buche ed è comparso lo schianto. Non abbiamo intenzione di chiedere i danni al Comune, vogliamo solo che si faccia la manutenzione». La richiesta è quella di risistemare almeno il fondo stradale in ghiaia. «Non sarebbe un grosso lavoro - dicono - Avevamo anche ipotizzato di pensarci da soli, però non è giusto: la competenza spetta comunque al Comune».

Ad aggravare la situazione, poi, il rio che corre parallelo alla strada: un paio di metri di profondità che ad ogni pioggia si riempiono subito fino all’orlo. «Quando piove - dicono - non si riesce più a distinguere dove finisce la strada e dove inizia il fosso. Fa davvero una brutta impressione: mentre cerchi di scansare le buche hai sempre la paura di finirci dentro. Servirebbe una staccionata o qualcosa che permetta di delimitare la strada. Abbiamo inviato decine di mail agli uffici comunali, ma continuano a dirci di non avere risorse».

Giacomo Pelfer

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