Sicurezza
Morto Fabiano Angiolini stroncato da un infarto
Aveva 63 anni. Il malore fatale mentre si trovava alla guida dell’auto
PONTEDERA. Se parli del quartiere Oltrera a Pontedera difficile non pensare a Fabiano Angiolini, 63 anni, custode per anni del museo di San Matteo a Pisa, ora in pensione. Un personaggio che ha caratterizzato l’esperienza politica e associativa, oltre che sportiva di Fuori del Ponte. Tenace, determinato, a volte così testardo da aprire infinite discussioni con i suoi stessi amici e compagni di partito o della Pugilistica di cui era presidente. Quando era più giovane Angiolini, insieme al padre Adelindo, era stato una figura di riferimento del Pci in Oltrera e poi aveva seguito le varie trasformazioni del partito, era stato anche consigliere provinciale dei Ds. Infine, era passato ai Comunisti italiani e ora si era avvicinato a una lista civica, fondando il gruppo “Comunisti per Pontedera”. Era molto legato alla famiglia: il suo pensiero costante era per figlio Marvin, come lo era stato per l’anziana madre, morta quattro mesi fa. Era un grande tifoso del Pisa calcio, oltre appassionato di pugilato.
Angiolini ieri è morto mentre era insieme al figlio. Un infarto gli è stato fatale, mentre era al volante. Percorreva la via Lodovica e all'altezza di Borgo a Mozzano ha accusato un dolore al petto. Un infarto. Il figlio ha avuto la prontezza di riflessi di prendere in mano il volante e di tirare il freno a mano prima che la vettura andasse a schiantarsi contro un guard-rail. Con coraggio e sangue freddo il giovane ha preso il cellulare e ha avvertito il 118. Sul posto è andata anche una pattuglia dei carabinieri di Borgo a Mozzano, che proprio in quella zona stava effettuando un controllo stradale. L'ambulanza con il medico a bordo è arrivata a tempo di record e i sanitari hanno cercato, rianimandolo a lungo, di far ripartire il cuore. Ma Fabiano ormai non poteva sentire le tante voci del personale dell’emergenza che era intorno a lui. Si era accasciato sul sedile anteriore in arresto cardiaco, ormai senza conoscenza. Per circa un'ora i volontari e il medico si sono alternati nella speranza di salvare il sessantatreenne, ma tutto si è rivelato inutile e alle 20,40 non hanno potuto far altro che constatare la morte e trasferire il corpo senza vita dell'automobilista all'obitorio del Campo di Marte. È stato il figlio ad avvertire i familiari.
Fabiano era il fratello di Fabiana Angiolini, ex assessore a Pontedera e a Pisa, già consigliera regionale (Pd). Lascia l’amata moglie Antonietta, che era rimasta a Pontedera mentre il marito e il figlio erano andati a Gallicano dove hanno una casa.
La tragica notizia, già nella tarda serata di ieri, è arrivata in città. Amici e familiari si sono recati subito a Lucca, mentre altri parenti sono rimasti vicino alla vedova. Tra i primi a venire a conoscenza della disgrazia è stato l’amico e compagno di tante battaglie, Loriano Sacchini, anche lui ex assessore comunale a Pontedera e unito a Fabiano dalla condivisione di un lungo percorso politico a sinistra che ultimamente li aveva avvicinati alla Lista Civica Indipendente. Alle ultime amministrative Angiolini (che in passato era stato presidente della consulta di Fuori del ponte) si era speso molto per questo schieramento, affrontando le critiche dei suoi ex compagni di partito e di alcuni amici. Nessuno, ieri sera, voleva credere alla tragica notizia. Una comunità incredula e addolorata. Nessuno poteva immaginare che Fabiano sarebbe stato ucciso da un infarto a 63 anni.
Tanti i momenti e i ricordi che uniscono Fabiano, amico tra l’altro del presidente della Regione Enrico Rossi, alla vita politica e associativa della città della Piaggio. Chi lo conosceva lo ricorda per i suoi modi decisi, sempre diretti. Per la sua determinazione. Quando si metteva una cosa in testa non si fermava finché non l’aveva ottenuta. «Con Fabiano – dice l’ex sindaco Paolo Marconcini – abbiamo condiviso tanti momenti nel Pci. Lo ricordo come un compagno impegnato non solo nella politica ma anche nelle attività sociali e sportive. Ricordo anche le nostre litigate, ma questo fa parte della vita e dei nostri caratteri. Sono rimasto molto dispiaciuto quando ho saputo della sua morte. Pontedera ha perso un personaggio».
Fabiano era molto legato al pugilato a Pisa come a Pontedera. Pochi mesi fa si era impegnato in una battaglia per salvare la Pugilistica Galilei Guido Mazzinghi (fondata nel 1917) di cui era presidente. Una vita di passione per il pugilato. Un amore viscerale, quello per la boxe, che era cominciato da Mazzinghi, passato per Alì Ndiaye e sfociata nella ricerca di nuovi talenti da scoprire.
«Ho perso un grande amico – dice Loriano Sacchini, che insieme alla sorella della vittima e ad alcuni amici e parenti è stato tra i primi ad arrivare all’obitorio a Lucca –. È stato un personaggio di riferimento per Pontedera, non solo nella politica e nello sport. Un uomo che metteva il cuore in quello che faceva. Non chiedeva mai nulla per sé, era una persona onesta e leale».
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