Sicurezza
Mercatone Uno in crisi chiesto il concordato
I sindacati lanciano l’allarme pensando agli ottanta posti di lavoro dell’azienda che ha posizioni consolidate nel mercato del mobile
NAVACCHIO. Ancora una crisi imprenditoriale che mette a rischio i posti di lavoro nella nostra provincia: Mercatone Business, azienda storica della distribuzione organizzata del mobile, complementi di arredo e casalinghi, che conta 79 punti vendita in tutta Italia con circa 3500 dipendenti, e punti di vendita ad insegna Mercatone Uno nella nostra provincia anche a Cascina, nella zona commerciale di Navacchio, per un totale di oltre 80 tra lavoratrici e lavoratori, ha presentato istanza di concordato preventivo "in bianco".
«Purtroppo la notizia non ci ha sorpreso - spiegano le segreterie provinciali lucchesi di Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs, poiché avevamo già compreso negli ultimi mesi che la situazione aziendale stava rapidamente degenerando. Negli ultimi tre anni abbiamo sottoscritto accordi sindacali per l'utilizzo dei contratti di solidarietà, che dovevano avere lo scopo di consentire un processo di riorganizzazione dei punti vendita, tale da rilanciare l'azienda e renderla competitiva e contenere, al contempo, il costo del lavoro per salvaguardare l’occupazione. L'immobilismo, la mancanza di iniziativa anche sul piano commerciale hanno invece caratterizzato l'andamento degli ultimi tre anni, contribuendo ad aggravare gli inevitabili effetti della crisi economica. A nulla, quindi, sono serviti i sacrifici che lavoratrici e lavoratori (che in molti casi lavorano in Mercatone Business da 15/20 anni ed oltre) hanno fatto negli ultimi anni».
I sindacati spiegano di non aver «avuto informazione alcuna circa le ricadute che l'istanza di concordato preventivo potrà avere sui dipendenti di Mercatone Business e non abbiamo alcuna informazione sul piano industriale che dovrà necessariamente essere presentato al Tribunale di Bologna. Siamo comununque fortemente preoccupati rispetto al pagamento della solidarietà, che per altro con gli ultimi eventi subirà sicuramente un ulteriore incremento in termini di utilizzo di ore, con riduzione dell'attività lavorativa dei dipendenti e dello loro stipendio. È per questo che riteniamo necessaria l'apertura di un tavolo a livello Nazionale sia con l'azienda che con le massime istituzioni, a cui chiederemo di farsi garanti della salvaguardia di lavoratrici e lavoratori. I massimi vertici aziendali, le istituzioni, i commissari nominati dal tribunale, non potranno prescindere dal diritto dei lavoratori ad essere rappresentati e tutelati. Perciò, a sostegno delle giuste istanze dei dipendenti del Gruppo Mercatone Business, proclamiamo lo stato di agitazione, riservandoci di promuovere ogni eventuale iniziativa di mobilitazione».
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