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scuola e famiglie

Il sabato di vacanza fa arrabbiare le famiglie di studenti

Giacomo Pelfer
La scuola chiusa al sabato fa arrabbiare genitori e studenti
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La scuola chiusa al sabato fa arrabbiare genitori e studenti

Castelfranco, critiche al cambio d’orario alla scuola media. I genitori degli alunni: la preside non ha concordato le scelte

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CASTELFRANCO. Acque agitate alla scuola media Da Vinci di Castelfranco. In ballo l’ipotesi di una revisione radicale dell’orario dal prossimo anno, con la cancellazione del sabato e il passaggio all’orario di 6 ore (dalle 8 alle 14) dal lunedì al venerdì. Un’ipotesi all’insegna del risparmio, sottoposta in questi giorni al parere dei genitori, attraverso un avviso in cui si chiede di barrare con una crocetta il proprio parere.

Cambio orario. Una sorta di referendum, insomma, il cui risultato si conoscerà solo alla fine della prossima settimana, anche se l’idea non ha mancato di sollevare dubbi e proteste da parte di alcuni genitori, contro un avviso che definiscono «non oggettivo», a sostegno di «un orario che creerà solo disagi alle famiglie e agli stessi ragazzi».Per la scuola castelfranchese, in realtà, l’ipotesi non è nuova: già lo scorso anno l’allora preside Pietro Vicino aveva sottoposto lo stesso quesito ai genitori, con un referendum il cui esito non fu mai reso noto, anche se l’idea fu accantonata. Allo stesso tempo, però, il nuovo sistema aveva fatto il suo esordio alla scuola media di Orentano, dopo la scomparsa dei rientri pomeridiani. Ed è proprio alla luce dei risultati ottenuti nella frazione che l’attuale dirigente, Maria Elena Colombai, ha deciso di ritentare col capoluogo.

Coinvolti in 300. Dodici in tutto le classi coinvolte (circa 300 ragazzi), di cui 4 di quinta elementare e altre 8 fra prima e seconda media, che pochi giorni fa hanno ricevuto l’avviso, in cui si dichiara l’intenzione di estendere la stessa modalità organizzativa di Orentano. Da qui le critiche dei genitori, che parlano di «un avviso di parte, recapitato nelle classi senza neppure preavvisare i docenti. Ci chiediamo che senso abbia fare lo stesso referendum ogni anno».

Le famiglie. Da qui l’accusa alla preside, «che ci ha confermato – dicono – di aver preso personalmente questa iniziativa “democratica”, negandoci però la possibilità di convocare il consiglio d’istituto, il collegio docenti e i genitori per affrontare la questione». Secondo le famiglie, il nuovo orario «è privo di motivazioni didattiche. Anzi, tutti gli insegnanti – aggiungono – confermano che l’attenzione dei ragazzi alla quinta ora è già ridotta. Figurarsi alla sesta, senza contare che dovranno fare due pause mangiando due panini in sei ore di scuola. Infine c’è il problema organizzativo per i genitori che hanno la fortuna di lavorare: i ragazzi tornerebbero a casa da soli e sempre da soli dovrebbero cucinarsi il pranzo».

La replica. La dirigente Colombai che all’origine c’è una volontà di risparmio: «Laddove le risorse scarseggiano – dice – è legittimo chiedersi se ha senso tenere un segreteria attiva al sabato quando è aperto un solo plesso su sei. Così, visto anche il buon risultato di Orentano, in consiglio d’istituto è stato deciso di verificare il parere delle famiglie. Ci sono già istituti in zona che applicano questo sistema con ottimi risultati. Lavorando su cinque giorni ho anche la possibilità di avere tutti gli insegnanti a disposizione per le sostituzioni. Per quanto riguarda i disagi per chi lavora credo che non ci sia troppa differenza tra l’uscita alle 14 e alle 13.20. Tuttavia, tra una settimana avremo il risultato: se la maggioranza sarà negativa continueremo con il vecchio orario».

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