Il Tirreno

Pontedera

I cacciatori incontrano i bambini delle scuole elementari

SAN MINIATO. Anche quest’anno i cacciatori di San Miniato sono tornati a incontrare i bambini delle scuole. Un’iniziativa nata per la prima volta un anno fa, ideata e organizzata delle associazioni...

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SAN MINIATO. Anche quest’anno i cacciatori di San Miniato sono tornati a incontrare i bambini delle scuole. Un’iniziativa nata per la prima volta un anno fa, ideata e organizzata delle associazioni Federcaccia e Arcicaccia con la collaborazione dell’amministrazione e dell’istituto comprensivo Sacchetti. Un progetto didattico nato «per far conoscere la flora e la fauna del nostro territorio – dicono - nonché per trasmettere la conoscenza di un’attività spesso vittima di pregiudizi e ignoranza, a dispetto dell’impegno delle nostre associazioni nel campo della tutela ambientale».

Progetto che lo scorso anno, come da copione, non aveva mancato di scatenare feroci polemiche, con le proteste di Lav e Lega per l’abolizione della caccia (Lac), affiancate anche dalla presa di distanza dell’assessore alla scuola Chiara Rossi. Ne nacque un botta e risposta tra animalisti e cacciatori che all’epoca garantirono l’intenzione di portare avanti il progetto. Detto fatto: la scorsa settimana le due associazioni venatorie hanno tenuto il primo incontro con i bambini della scuola Don Milani di San Miniato Basso. Attraverso immagini e diapositive, sono state mostrate ai ragazzi alcune delle specie caratteristiche della zona, anche con la partecipazione dell’agronomo e tecnico faunistico Daniele Scarselli. Incontro che è stato ripetuto ieri mattina, mentre domani il progetto si concluderà con la visita dei ragazzi di quarta (25 alunni) presso la zona di ripopolamento e cattura di Collebrunacchi. «Anche quest’anno abbiamo trovato piena disponibilità da parte della scuola – racconta il segretario Federcaccia di San Miniato Piero Taddeini – anche se non nascondo che abbiamo avuto qualche resistenza da parte di alcuni genitori. Timori dettati da scorsa conoscenza che sono poi svaniti dopo il primo incontro didattico. La stessa insegnate è rimasta positivamente sorpresa. Non andiamo nelle scuole a spiegare come funziona un fucile, vogliamo solo far capire che dietro all’attività venatoria c’è tutto un mondo dedicato alla tutela dell’ambiente. Accettiamo che si possa anche essere contrari alla caccia, purché alla base ci sia la conoscenza delle cose e il rispetto reciproco». (g.p.)

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