Il dolore
Enel entra nel processo per le morti da amianto a Larderello
Il Gip Cipolletta ha autorizzato la chiamata in causa del colosso con i cinque indagati, ex dirigenti in pensione ormai da anni, per il reato di omicidio colposo
LARDERELLO. Prima il calvario della malattia e ora una lunga battaglia per accertare cause e responsabilità della morte di tre ex dipendenti del campo geotermico di Larderello, uccisi dal mesotelioma pleurico il primo nel 2002, gli altri nel 2006 e 2008, come conseguenza di una lunga esposizione all’amianto.
Finalmente a distanza di molti anni dalla prima denuncia, che è stata presentata nel 2009, c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di cinque ex dirigenti che hanno lavorato prima per la società Larderello spa e poi per Enel spa. Ieri mattina, in tribunale a Pisa, il gup Giulio Cesare Cipolletta ha accolto la richiesta dell'avvocato Ezio Bonanni di citazione di Enel Spa come responsabile civile della condotta degli imputati Anselmo Giovannoni, di Firenze, Guido Palmerini Civis di Viareggio, Franco Luccioni, di Firenze, Bernardino Billi, di Pisa e Carlo Menichelli, di Cecina, quasi tutti ultra ottantenni, perché omettevano, secondo l’accusa, di attuare le misure di prevenzione, di rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui erano esposti e di portare a loro conoscenza i modi di prevenire i danni derivanti dall'esposizione all'amianto. «La denuncia dell'Osservatorio nazionale amianto – dice l’avvocato Ezio Bonanni – ha trovato riscontro nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura Generale presso la Corte di Appello di Firenze».
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I familiari dei defunti si sono costituiti parte civile assistiti dall'avvocato Bonanni che, nell’udienza di ieri mattina, ha chiesto al gip del tribunale di Pisa di autorizzare la chiamata in causa di Enel insieme con gli imputati come responsabile civile, per rispondere di tutti i danni subiti dalle vittime.
All'udienza ha assistito l'avvocato Isabella Sardella di Pisa, in sostituzione di Bonanni. Enel sarà citata in giudizio per l'udienza del 26 marzo prossimo. Erano presenti la vedova e il figlio di una delle tre vittime. Gli operai avevano lavorato nel campo geotermico di Larderello fino agli anni Ottanta.
Le indagini preliminari hanno incontrato non pochi intralci. E dopo la richiesta di archiviazione da parte del pm della Procura della Repubblica di Pisa che aveva seguito le indagini la Procura generale presso la Corte di Appello di Firenze aveva avocato a sè l’inchiesta arrivando così, dopo sei anni, a chiedere il rinvio a giudizio per omicidio colposo degli ex dipendenti, uno dei quali ha addirittura più di 90 anni.
Soddisfatte, anche se consapevoli del fatto che la strada per arrivare all’accertamento delle responsabilità è ancora lunga, le parti civili. Il 26 marzo il giudice dell’udienza preliminare dovrà pronunciarsi sul rinvio a giudizio.
«Le famiglie delle vittime, dopo l’udienza di stamani (ieri per chi legge, ndr) – è il commento dell’avvocato Sardella – si aspettano finalmente giustizia». In questi anni l’inchiesta ha conosciuto vari momenti di stallo, per cui dopo l’udienza di ieri i familiari, che erano presenti in tribunale, non hanno voluto abbandonare quella cautela che li ha contraddistinti nel corso del tempo, pur non avendo rinunciato alla volontà di ottenere giustizia per la morte dei loro cari.
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