Attenzione
Morti per amianto, chiesto il processo
Parte l’udienza preliminare: cinque ex dirigenti Enel e Larderello Spa accusati di omicidio colposo
LARDERELLO. Sono morti anche da più di dieci anni. Ma le loro famiglie non hanno rinunciato a chiedere giustizia in quanto ritengono che i loro familiari, che per tanti anni hanno lavorato nel campo geotermico di Larderello, siano vittime della prolungata esposizione all’amianto. Le indagini della Procura di Pisa alcuni anni fa si erano concluse con un nulla di fatto e una richiesta di archiviazione. Ma la Procura generale presso la Corte di appello di Firenze ha richiamato a sè le indagini ed è arrivata a chiedere il rinvio a giudizio per quattro ex dirigenti che hanno lavorato, a vario titolo e con ruoli diversi, sia per conto della società Larderello Spa che per Enel Spa, subentrata nella gestione alla prima società.
Il 21 gennaio, in tribunale a Pisa, comincia l’udienza preliminare a carico dei quattro ex dirigenti, accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di tre lavoratori del campo geotermico di Larderello, ai quali era stato diagnosticato il mesotelioma pleurico. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda persone che hanno superato ampiamente i 70 anni di età e che non sono in servizio da anni: Anselmo Giovannoni, di Firenze, Guido Palmerini Civis di Viareggio, Franco Luccioli, di Firenze, Bernardino Billi, di Pisa, e Carlo Menichelli di Cecina.
A dare notizia dell’udienza prevista per oggi davanti al giudice Giulio Cesare Cipolletta è l’osservatorio nazionale sull’amianto di Roma. «Sono morti per mesotelioma pleurico tre dipendenti negli anni 2002 e 2006. Molti altri si sono ammalati e purtroppo molti altri si ammaleranno ancora». È questa la denuncia dell'Osservatorio Nazionale Amianto e dell'avvocato Ezio Bonanni. Una denuncia che ha «trovato riscontro nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura generale presso la Corte di Appello di Firenze, che ipotizza il reato di omicidio colposo, a carico di Anselmo Giovannoni per la morte di tutte e tre le vittime, e dei Guido Palmerini Civis, Franco Luccioli e Bernardino Billi per la morte di due dei tre operai e di Carlo Menichelli per la morte di uno dei tre dipendenti»
I familiari si costituiscono parte civile, assistiti dall’avvocato. Ezio Bonanni, che ha chiesto i risarcimenti a carico degli imputati e a carico dell'Enel. L’avvocato Bonanni ha chiesto che il tribunale di Pisa, ufficio del giudice dell'udienza preliminare, autorizzi la chiamata di Enel Spa, per rispondere di tutti i danni subiti, insieme agli imputati.
L'osservatorio nazionale amianto è da tempo operativo in Val di Cecina e in tutto il territorio della Toscana, per ottenere, come spiegano i suoi vertici, «la tutela della salubrità del lavoro, ed ha a suo tempo segnalato alla Procura della Repubblica di Pisa le tre morti sospette e in seguito la Procura Generale, attraverso il dottor Beniamino Deidda ha avocato le indagini», che hanno portato all’attuale conclusione e all’udienza di oggi.
«Ci auguriamo che non ci siano altri casi di morti per patologie correlate, anche se purtroppo il numero dei casi è in crescente aumento anche tra gli ex dipendenti di Enel – dichiara l’avvocato Bonanni, legale dei familiari delle vittime – e attendiamo sereni il giudizio della magistratura, già a cominciare dall’udienza di domani (il 21 gennaio, ndr)».
Non è escluso che all’udienza, che si svolge in camera di consiglio, decidano di assistere anche i familiari delle vittime che da anni sono impegnati in questa battaglia. Le prime indagini risalgono al 2009 e si sono scontrate con molte difficoltà e lentezze negli accertamenti necessari a ricostruire le cause delle morti.
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