Attenzione
Bersagli di appena 8 anni degli orchi 2.0
Diminuisce l’età dei ragazzini che chattano con sconosciuti. In aumento le denunce per adescamenti e cyberbullismo
PONTEDERA. Sempre più piccoli, sempre più soli.
E sempre più vulnerabili quando si avventurano in quel mare magnum sconosciuto e ricco di insidie che è il web.
Qualche numero per dare l’idea di un fenomeno in preoccupante espansione anche nella provincia di Pisa.
Nel secondo semestre 2014, solo la polizia postale ha presentato nove denunce per pedofilia e affrontato venticinque casi tra cyberbullismo e adescamenti in Rete.
Nel corso dell’anno appena trascorso sempre per pedofilia c’è stato un arresto e un altro provvedimento restrittivo era già stato concluso il passato. Tra dicembre e il 20 gennaio le segnalazioni per cyberbullismo sono state 12 e 6 le denunce, mentre le segnalazioni per adescamento online sono state 14 e 4 le denunce.
Cifre che danno il senso di quale fronte pieno di trabocchetti le famiglie e la scuola come istituzione si trovino a dover gestire. La galassia web mette insieme nativi digitali e chi con lo schermo dell’anonimato o delle false identità veste i panni dell’orco 2.0.
I dati sono stati diffusi in questura a Pisa in occasione dell’iniziativa “Una vita da social”, la campagna educativa itinerante sui temi dei social network, del cyberbullismo, dell'adescamento online e sull'importanza della sicurezza della privacy.
Presente il sovrintendente Bruno Gaspari della polizia postale, il capo di gabinetto della questura Alba Badalassi e l’attore di fiction e spot Renato Raimo, testimonial pisano della campagna lanciata dal ministero dell’Interno.
A partire da stamani alle 9, in piazza dei Cavalieri nell'arco della mattinata le scolaresche e nel pomeriggio i cittadini potranno, tramite l'ausilio di un automezzo attrezzato, assistere a proiezioni ed incontrare il personale della polizia postale e delle Telecomunicazioni di Firenze e Pisa che illustrerà il corretto uso della rete web con particolare riferimento ai Social Network e ai fenomeni criminosi (cyber bullismo, adescamento e furto di identità, autolesionismo) veicolati dalla Rete.
Gaspari ha ricordato che l’età di chi si avvicina al social è sempre più bassa. È capitato di avere a che fare con casi di bimbi di otto anni collegati a Facebook, WhatsApp o Viber.
«In Italia il limite per Facebook è di 14 anni e negli Stati Uniti di 13, ma è facile aggirare i controlli», è stato spiegato nel corso della conferenza stampa.
«Il ruolo dei genitori è fondamentale – ha spiegato l’attore Raimo –. Alle mie due figlie, d’accordo con mia moglie, abbiamo concesso il telefono a 14 anni e Facebook a 17. All’epoca questa cosa è stata vissuta come ingiusta. Ma ora sono sicuro che le mie figlie, di 20 e 17 anni, capiscono che è stata una scelta corretta. Mi capita di ricevere attraverso Facebook richieste di amicizia di ragazzine. Cosa spinge una bimba a chiedere l’amicizia in Rete a un adulto? Mi chiedo dove siano i genitori. Ecco che dobbiamo educare i ragazzi, e mettere in guardia le famiglie dai pericoli dei social».
Sarà presente anche Stefano Bargellini, direttore affari generali e sicurezza di Vodafone Italia. Saranno presentati i vantaggi di Vodafone rete Sicura, il servizio Vodafone per la protezione della navigazione su internet via smartphone, tablet e pc che permette di evitare i rischi derivanti da virus e malware e connettersi con maggiore sicurezza proteggendo i propri dati e le procedure di pagamento online.
All'evento ha aderito il Provveditorato agli Studi di Pisa che ha permesso la partecipazione degli istituti scolastici, i cui ragazzi, attraverso l'impiego di tecnologia di ultima generazione, potranno vivere un'esperienza che li renda consapevoli dei pericoli del web.
E, soprattutto, li doti di strumenti in grado di comprendere i rischi e difendersi conseguentemente dagli orchi 2.0.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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