Sicurezza
Se gli alberi ci osservano: è la protesta contro i tagli
Oltre 40 piante sono state “addobbate” con un paio di occhi come quella di Terzani L’iniziativa è di Progetto Originario e critica le manutenzioni pianificate dal Comune
VOLTERRA. Non era solo un pezzo di legno. Allora, Tiziano Terzani pensò di attaccare su quel tronco un paio d'occhi. Occhi indiani per spiegare al nipote, e poi al mondo, che anche le piante hanno un'anima, una vita. Che non si possono tagliare così, a caso.
Sulla scorta di questa storia domenica mattina i residenti e i turisti di Volterra si sono ritrovati ben ottanta occhi addosso. A guardarli erano i tronchi dei cedri, dei pini ma anche delle acacie addobbati qualche ora prima da un gruppetto di persone. Si tratta di una protesta bella e buona. Contro i tagli indiscriminati, a volte alla radice, avviati dall'amministrazione comunale con la campagna di manutenzione del verde pubblico. Un "deforestamento" che già nei mesi scorsi aveva acceso il confronto, e le critiche, sui gruppi Facebook in cui si discute della città etrusca.
La spedizione. Il blitz per regalare gli occhi alle piante, dalla Porta Fiorentina alla Docciola fino alla zona dell'ospedale e lungo tutto il perimetro della città, è stato pianificato dai rappresentanti della lista civica Progetto Originario (circa 7-8- persone) e portato a termine nel giro di una mattinata.
«Con questa iniziativa vogliamo richiamare l'attenzione dei cittadini sull'importanza che ha il verde urbano nel contesto della nostra città - spiegano - ed esprimere la nostra contrarietà sull'abbattimento di molti alberi sani ad alto fusto, rei solo di non piacere all'attuale amministrazione e sulla potatura selvaggia di arbusti e di grandi alberi, effettuata in maniera dilettantistica, senza alcun criterio e rispetto verso la pianta, sia dal punto di vista ornamentale, sia dal punto di vista della sua conservazione, della sua storia e del contesto in cui si trova».
Il messaggio. Sotto gli occhi di ogni pianta, è stato piazzato anche un cartello. C'è disegnata una bocca dal quale parte un fumetto con la frase: «Anche i non autoctoni devono vivere». È un chiaro riferimento alla frase del consigliere con delega al verde pubblico, Massimo Fidi, che durante le contestazioni aveva giustificato il taglio alla radice di alcune piante con il fatto che non fossero autoctone.
«A rischio sembrano essere la maggior parte dei grandi alberi ad alto fusto che ornano la nostra città - spiegano i dissidenti - e la nostra periferia, perché considerati non autoctoni, cioè non appartenenti alla flora selvatica del nostro territorio: rischiano di essere sostituiti da giovani alberi autoctoni. Ma anche questi, abbiamo visto, non sono sicuri dall'azione del taglio e delle potature selvagge».
La richiesta. Infine, un auspicio: «Speriamo che dopo questa ondata di proteste l'amministrazione faccia una seria riflessione sul suo modo di agire e cambi così il suo modus operandi - dicono i dissidenti - sulla gestione e sulla manutenzione di questo bene comune, che ricordiamo è patrimonio di tutti noi, tramandato da generazioni e generazioni e per le generazioni a venire. Non riteniamo giusto che azioni così devastanti possano essere compiute a libero arbitrio da un'amministrazione di turno, soggetta quindi al gusto e ai capricci di pochi».
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