Toscana
Lancia un vaso in municipio, patteggia cinque mesi di reclusione
Ma sul caso scoppia la polemica per il mancato intervento da parte dell'amministrazione comunale e dei servizi sociali
CASCINA. Ha patteggiato la pena di 5 mesi di reclusione il disoccupato di Cascina che la mattina del 20 ha lanciato un vaso contro una porta a vetro del municipio durante una discussione con il sindaco, Alessio Antonelli. Quella dell’uomo arrestato, dopo la richiesta di intervento ai carabinieri, è una storia di grande disagio e di risposte, anche e soprattutto in termini assistenziali, che non hanno avuto l’attenzione necessaria da parte dei servizi sociali. Il disoccupato dopo l’udienza in tribunale a Pisa è tornato in libertà e quindi nel suo container, vicino al parcheggio dei magazzini comunali.
Susanna Ceccardi, consigliera comunale della Lega Nord, ha seguito il processo. Da tempo la consigliera insieme ad alcuni cittadini segue il caso del disoccupato e già dopo l’arresto dell’uomo aveva preso le distanze dall’atteggiamento degli amministratori. Ora più che mai respinge le critiche di strumentalizzare la storia che le arrivano dal primo cittadino di Cascina, Alessio Antonelli.
“Sono andata in tribunale per assistere all'udienza per direttissima di Alberto. Di quelli che dicono che io strumentalizzo (ma che non hanno esitato a chiamare i carabinieri per farlo arrestare) non c'era nessuno, né del Comune né degli assistenti sociali. Il povero Alberto si girava in continuazione per vedere se c'era qualche faccia amica a confortarlo tra il pubblico, e mi ha sorriso e fatto un cenno con la mano. C'ero solo io e un altro cittadino cascinese che ha aiutato Alberto in passato. Fortunatamente la giudice si è resa conto del caso di Alberto, che era incensurato, e pur avendogli dato 5 mesi, lo ha rimesso in libertà. Oggi ritorna a casa, quel container senza nemmeno i servizi igienici. Il sindaco ha dichiarato che questo è l'inizio di un percorso. Meglio tardi che mai, di certo era meglio che il percorso cominciasse prima di farlo arrestare e dare 5 mesi a un povero diavolo. Ora il percorso deve cominciare, ma deve dare anche dei frutti. Delle chiacchiere siamo stufi”, è l’immediata replica di Ceccardi.
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