Il Tirreno

Pontedera

Le lacrime di Vannucci incorniciano la festa

di Lorenzo Lazzerini

Il capocontrada vincitore dedica il successo al padre Carlo, scomparso pochi anni fa Delusione tra gli altri, soprattutto tra i supporter de La Croce, passata ora “nonna”

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BUTI. Un Palio dominato dal primo all'ultimo metro. Il modo migliore per rompere 21 anni di digiuno. I contradaioli di San Michele faticano a trattenere le lacrime all'ombra del cimitero, dove il presidente dell'Associazione Palio delle Contrade Lorenzo Caturegli e il sindaco Alessio Lari consegnano nelle mani del capocontrada Daniele Vannucci l'ambito cencio dipinto dall'artista Gianni Bani. Un passaggio che dura pochi secondi. Il capitano cala il drappo nelle mani dei suoi contradaioli, che scatenano la festa per le strade del paese. Insieme a loro circa un centinaio di appassionati provenienti dalla Sicilia. Il cavallo portato da San Michele infatti appartiene alla scuderia palermitana di Gioacchino Guida e Gianluca Abbafati. E anche dal profondo sud gli amici e conoscenti dei proprietari non hanno voluto perdersi la corsa. Un palio, quello vinto da San Michele, davvero made in Sicilia. Anche il fantino Angelo Cucinella viene da Partinico, in provincia di Palermo, e si conferma il più vittorioso in attività sulla pista butese. Dopo aver trionfato con San Nicolao nel 2003 e 2006 e con San Francesco nel 2010 vince anche con San Michele.

Ma l'immagine più bella di questa vittoria resta quella legata alle lacrime del capocontrada Daniele Vannucci, che dedica la vittoria al padre Carlo, scomparso pochi anni fa e unico capocontrada ad aver portato il cencio a San Michele prima di ieri. E appena torna tra le braccia dei contradaioli esplode. «Dedico questa vittoria a tutta la contrada, ma soprattutto a chi ha portato il cencio a San Michele prima di me». Era il 1994: fantino Claudio Naldi, cavallo Power Lake. Un digiuno lunghissimo che è valso a San Michele il titolo di “nonna” (la contrada che non vince da più tempo). Da ieri sera i rossoverdi passano l'epiteto a La Croce, che non vince dal 1999. «È una vittoria meritatissima – continua Vannucci – che arriva dopo tanti sacrifici da parte della contrada e della nostra scuderia. Ci credevo tantissimo, ma nel Palio ci sono sempre tante incognite, non si può sapere come andrà a finire. Ora è solo il momento di festeggiare». Solo tanta delusione nelle altre contrade. Oltre a La Croce che diventa “nonna” anche Ascensione si dispera per la vittoria sfiorata per il secondo anno consecutivo. Facce scure anche per le due rivali San Nicolao e San Rocco, entrambe eliminate in batteria. Ma soprattutto San Francesco, data per favorita alla vigilia insieme a San Michele.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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