Lutto
Ascensione si riscatta dopo la trippa con le noci
BUTI. Per il secondo anno consecutivo la contrada Ascensione arriva seconda in finale. Ma la contrada neroverde può almeno consolarsi con la vittoria della sfilata. La rappresentazione dei neroverdi...
BUTI. Per il secondo anno consecutivo la contrada Ascensione arriva seconda in finale. Ma la contrada neroverde può almeno consolarsi con la vittoria della sfilata. La rappresentazione dei neroverdi è stata giudicata la migliore dalla giuria selezionata dall'Associazione Palio delle Contrade. Quest'anno la decisione è stata quella di mettere in scena un tema unico per tutte le contrade: l'omaggio a Sant'Antonio Abate, al quale è dedicato il Palio. Durante la festa del santo protettore degli animali, che ricorre il 17 gennaio, a Buti e nei paesi vicini era usanza portare i propri animali domestici sul sagrato della chiesa, dove ricevevano la benedizione del parroco. Una tradizione che diventa rievocazione con la sfilata storico-folkloristica messa in scena dalle contrade. E la più suggestiva è proprio quella di Ascensione. Nel 2013 i neroverdi rievocarono la vita intorno alla stazione ferroviaria di Cascine di Buti, sulla tratta Pontedera-Lucca, distrutta nel corso della Seconda guerra mondiale. In occasione dell'omaggio a Sant'Antonio Abate invece Ascensione vince “per l'accuratezza nella scelta delle scene, la fedeltà ai costumi dell'epoca e il portamento dei figuranti”. E le posizioni della sfilata si rivelano davvero un rovescio dell'ordine di arrivo della finale del Palio. Il secondo posto infatti è di San Michele, che oltre alla benedizione degli animali domestici ha portato in sfilata un ceppo ardente, come da tradizione per la benedizione degli animali. Ieri mattina davanti al sagrato della pieve di San Giovanni Battista hanno sfilato tutte le contrade, precedute dalla messa dei cavallai celebrata dall'Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, la benedizione dei cavalli e la vestizione dei fantini. Sbandieratori, tamburini e figuranti hanno invaso il paese, illuminati dal sole che ha continuato a splendere per tutto il pomeriggio. Ma il vero rito propiziatorio si è consumato alle prime luci dell'alba, dove nelle sedi delle contrade i piatti fumanti di trippa erano già pronti per essere consumati. Questo è il piatto tipico della festa di Sant'Antonio Abate e la tradizione vuole che venga consumato rigorosamente a colazione, accompagnato da pecorino, noci e vino rosso. (l.l.)
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