Il Tirreno

Pontedera

capannoli

"Sulla Piaggio e sull'indotto incontrerò a breve patron Colaninno"

Andreas Quirici
Il pubblico all'iniziativa di Capannoli col presidente della Regione
◗
Il pubblico all'iniziativa di Capannoli col presidente della Regione

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla Notte Rossa di Capannoli. Sulla Tirrenica: "Prima o poi mi ci incatenerò"

5 MINUTI DI LETTURA





CAPANNOLI. "Prima di dire qualcosa sulla Piaggio e l'indotto voglio prima parlare con Colaninno. Abbiamo cercato di fissare un appuntamento col presidente del gruppo, ci abbiamo impiegato un po' di tempo, ma alla fine siamo riusciti a metterlo in agenda". Presto, quindi, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, si riunirà con il numero uno della fabbrica della Vespa per capire quale futuro attende la metalmeccanica della Valdera, quella che in molti vedono in declino e con segnali preoccupanti. L'ex sindaco di Pontedera affronta l'argomento caldo di questo periodo a margine della Notte Rossa al teatro comunale di Capannoli, dove la sera di sabato 17 ha partecipato alla festa delle Case del popolo indetta da Arci Toscana in tutta la regione.
IL PRESIDENTE E I GIOVANI. Rossi, con a fianco il sindaco di Capannoli Arianna Cecchini, ha parlato del suo libro ("Viaggio in Toscana"), rispondendo però alle domande di giovani esponenti del Pd locale: Barbara Cionini, segretaria dell'Unione comunale del Pd di Capannoli, Matteo Trapani, segretario provinciale dei Giovani democratici (Gd) di Pisa, Alessandra Nardini, segretaria Gd dell'Alta Valdera, Fabio Roberto Tognetti, segretario Pd di Pontedera, Francesca Brogi, sindaco di Ponsacco, Mirko Terreni, sindaco di Casciana Terme Lari, Beatrice Ferrucci, assessore comunale di Calcinaia. Una serie di domande che hanno affrontato vari temi, dai diritti alla gestione del territorio, passando per il lavoro, i rapporti istituzionali.
IUS SOLI E FECONDAZIONE. "Secondo me il Pd dovrebbe qualificarsi di più rispetto alla cittadinanza per i figli degli immigrati e sul sistema di avere figli per quelle coppie che non ne possono concepire in maniera naturale", spiega Rossi rispondendo a Nardini, puntualizzando la sua posizione anche sulle scelte politiche del Partito Democratico a livello nazionale e ribadendo che "la Toscana, su questi due temi ha già fatto la sua parte, compreso il riconoscimentl di quelle che vengono definite nello statuto della Regione come le altre famiglie. Ma ora il parlamento dovrebbe davvero fare una legge per le unioni civili".
RIFORME ENTI ISTITUZIONALI. A Tognetti, che gli chiedeva un giudizio sull'Unione dei Comuni della Valdera, Rossi ha risposto in maniera lusinghiera per quanto realizzato in questo territorio, anche se "qui penso giustamente a un piano regolatore unico dopo anni di gestione sbagliata, fatta di politiche miopi e minute senza alzare lo sguardo per avere una visione più ampia, complessiva e positiva del territorio. Del resto, la strada intrapresa dalle fusioni di amministrazioni comunali è quel che serve in un momento in cui le Province sono state abolite e che tutto sta ricadendo sulla Regione. E su questo aspetto lo dico chiaramente, noi riusciamo a gestire il rapporto con trenta o quaranta enti, ma non ce la possiamo fare a confrontarci con quasi 400 amministrazioni comunali".
"MALEDETTA TIRRENICA". Un tema importante del dibattoto è stato quello della infrastrutture e del governo del territorio, tirato in ballo da Brogi. In questo caso, Rossi ha parlato di casi che riguardano la Regione come la Tirrenica, il tunnel dell'alta velocità a Firenze e la fusione tra gli aeroporti di Peretola e Pisa, affondando di nuovo il colpo sul Pd. "Abbiamo bisogno d'infrastrutture - ha sottolineato il presidente della Regione - ma se penso alla Tirrenica, la maledetta Tirrenica, mi domando cosa bisogna fare per avere una strada che permetta ai toscani di andare da Livorno a Civitavecchia, e quindi a Roma, senza dover passare per forza da Firenze. Prima o poi m'incatenerò a quella strada. Eppure vedo i pisani che si arrabbiano contro l'unica loro ancora di salvezza, che è la fusione tra gli aeroporti di Pisa e Firenze, mentre non muovono foglia contro lo stop ai lavori per la strada che li porterebbe a Roma con molta meno fatica. Per non parlare di Nogarin a Livorno. Prendiamo poi il tunnel dell'alta velocità a Firenze, dove i lavori sono bloccati per colpa dei comitati, mentre poi alla stazione Santa Maria Novella i pendolari sono relegati ai margini della circolazione". Ma quello che inquieta Rossi è la legge Lupi, "quella basata sul sistema lombardo in cui chi vuole costruire si siede al tavolo con i politici e trova facilmente un accordo. Se questa norma verrà inserita nel patto del Nazareno credo che avremo problemi. In Toscana abbiamo deciso lo stop al consumo di suolo e la salvaguardia del paesaggio. E spero di riuscire a salvare questo orientamento".
BRACCIA  TORNATE ALL'AGRICOLTURA. Sollecitato ad afrontare il tema del lavoro da Terreni, Rossi ha chiarito subito le cose: "Abbiamo anticipato i soldi del Fondo europeo scegliendo di aiutare le aziende in salute, che se decidono di fare un progetto è più facile che lo portino a termine, rispetto a quelle in estrema difficoltà che inserirebbero i soldi in bilancio solo per tirare a campare ancora un po'. Tutto questo in una situazione difficile, ma che la Toscana ha afrontato meglio di molte altre regioni italiane. Da noi i giovani stanno tornando all'agricoltura e noi abbiamo deciso di supportare questo trend. I distretti tradizionali hanno retto molto bene alla crisi, ma il vero nodo sono i 180mila disoccupati attuali in Toscana, di cui il 40% giovani. Siamo passati dal 6% del 2008 all'8-10% attuale. A questi occorre dare risposte e si riesce solo con investimenti nazionali ed europei. E la proposta del presidente della commissione europea, Juncker, di mettere a disposizione 300 miliardi in tre anni, quindi 40 miliardi per l'Italia, è una presa in giro. L'Irpet ci dice che dal 2008 a oggi sono svaniti 800 miliardi d'investimenti pubblici e privati. L'Italia e quindi la Toscana, si rimetteranno in moto solo con queste cifre. E devo ammetere che la discussione sul Jobs act fatta a sinistra non mi appassiona. Quel che mi preoccupa è la mancanza di lavoro".
ELOGIO DELL'ITC CATTANEO. Argomento finale, la formazione, titato in ballo da Ferrucci, sul quale Rossi ha spiegato che "si tratta ci un elemento centrale per la crescita e sul quale la Toscana ha fatto una legge che porta a spendere meglio i soldi a disposizione, con programmi annuali più mirati. Ma anche in questo caso ci sono eccellenze importangi in questa regione, come l'Itc Cattaneo, in cui il mio amico Alessandro Frosini fa il preside. In quella scuola si mettono in stretto contatto i giovani studenti con le aziende, creando valore aggiunto per la crescita dei ragazzi e la produzione delle imprese".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa