Finanza
Piaggio e indotto, i timori della Uilm
Per il sindacato dei metalmeccanici si perdono troppi posti Le assenze? Non tutti sono furbi e l’azienda ha un suo ruolo
PONTEDERA. Assenteismo, delocalizzazione e indotto. Sono queste le preoccupazioni della Uilm Uil rispetto al macro tema della Piaggio. Un quadro, a detta dei sindacati, negativo, di cui c'è bisogno di parlarne in una iniziativa pubblica di cui Uilm si fa promotrice, ma che sarà aperta a tutti. E che si svolgerà entro un mese. «La notizia del trasferimento in Vietnam di un gruppo dirigente per i prossimi due anni per sviluppare e realizzare prodotti nuovi in quel paese ci lascia perplessi - spiega il segretario provinciale Benedetto Benedetti -perché così si rischia di impoverire ulteriormente un territorio che da tempo ormai è in sofferenza».
Insieme a Benedetti, alla conferenza stampa, c'erano anche i componenti della segreteria Samuele Nacci, Luca Cionini, Riccardo Ricci e Graziano Barabotti. Un gruppo che cerca risposte anche dalle istituzioni e che sottolinea il fatto che, per adesso, malgrado le promesse di parlare con la proprietà di Piaggio il presidente della Regione Enrico Rossi non si sia ancora fatto sentire con i sindacati. «Serve una politica industriale per questo territorio - ha sottolineato ancora Bendetti, e in questo le istituzioni deve giocare un ruolo fondamentale».
Nacci sciorina un po' di numeri dell'indotto che lasciano l'amaro in bocca: «Alla Pieracci 5 anni fa c'erano 100 dipendenti, oggi sono in 60 e lavorano 7 mesi all'anno. La Ristori fino a poco tempo fa fatturava 18 milioni di euro, mentre oggi arriva a malapena a 8. La Bib ha chiuso, mandando a casa 40 persone e riaprendo assumendone una ventina, Ghiara Meccanica da Piaggio fino a pochissimo tempo fa ricavava 7 milioni per il proprio fatturato, mentre oggi è a 1,3 e con prospettive di diminuzione». Per fortuna c'è Donati che ha ricevuto una commessa da una multinazionale indiana per lo studio e la realizzazione di un telaio speciale.
«Ma per il resto il quadro è molto preoccupante - spiega Barabotti - anche perché tra lavorazioni di Piaggio che vanno all'estero, come il Liberty che sembra destinato a essere realizzato completamente in Vietnam e operai delle meccaniche che da luglio a oggi hanno lavorato solo 3 settimane, l'azienda si muove come un carro armato sul tema dell'assenteismo, non confrontandosi col sindacato e inserendo nella lista anche persone che hanno reali problemi di salute, legati anche a questioni organizzativi all'interno del ciclo produttivo. Ci sono i furbi e l'azienda ha il diritto di sottolinearne le assenze».
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