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Dal casinò allo spazio espositivo, valanga d'idee per rivitalizzare Palazzo Pretorio
Si è chiuso il percorso partecipativo per riqualificare l'ex tribunale. Ora, le proposte saranno vagliate dall'amministrazione
PONTEDERA. Un museo dello sport, un centro culturale forse un casinò o magari una scuola dei mestieri. Il futuro dell’immobile più vecchio della città, Palazzo Pretorio, ha acceso la fantasia dei cittadini. Il 17 gennaio, con l’ultimo appuntamento nelle stanze dell’ex tribunale, si è chiuso il percorso partecipativo avviato a novembre. Il progetto, coordinato dal Comune di Pontedera e dall’Urban center è stato lanciato a fine novembre e attraverso quattro workshop a cui sono stati invitati i commercianti e le strutture ricettive, i cittadini e le consulte di quartiere, le associazioni giovanili e sportive e quelle culturali si è cercato di ridisegnare il futuro dell’edificio.
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Ora, il materiale raccolto sarà spedito a palazzo Stefanelli dove verrà sottoposto al vaglio dei tecnici. Intanto, nei prossimi giorni si aprirà la manifestazione d’interesse rivolta ai privati e, solo in un secondo momento, è previsto il bando di gara per un eventuale affidamento. Inoltre, il 24 gennaio sarà organizzato un convegno su “Riuso e opportunità”. Un incontro in cui verranno presentati quattro esperienze di riqualificazione che potrebbero essere d’esempio per ridisegnare le sorti di Palazzo Pretorio. Senza girarci troppo intorno, il problema riguarda le risorse economiche.
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Il Comune dovrebbe spendere circa quattro milioni di euro per riqualificare l’immobile. Nel contempo c’è l’intenzione di lasciare nel patrimonio pubblico un edificio storico che comunque sarebbe difficile vendere ad un prezzo ragionevole. Quindi, serve un investitore privato che si faccia carico non solo della gestione di Palazzo Pretorio ma di tutti gli oneri connessi. Insomma, la questione è abbastanza complessa e nel mezzo va incastrata anche la volontà di spostare gli uffici del Giudice di Pace da via Gotti nelle stanze delle ex carceri pontederesi. Il percorso però è tracciato e la società civile ha risposto con tante idee. Alcune, anche a detta degli architetti dell’Urban Center, sono praticabili altre decisamente meno. Dal primo workshop (cittadini e consulte) è emersa la volontà di realizzare a Palazzo Pretorio un museo della città, un museo del lavoro o un archivio storico. In alternativa un centro ricreativo peri giovani. Fanno presa anche le idee di uno spazio polivalente (ristorazione-libreria-arte contemporanea). Decisamente più impraticabile, anche dal punto di vista normativo, la realizzazione di un casinò. La proposta della casa delle associazioni, è stata ripresa quasi da tutti i soggetti coinvolti nel percorso.
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Il futuro dell’edificio ha decisamente stimolato la fantasia dei commercianti che hanno visto in questo progetto un modo per riportare la movida in città. Non a caso nell’incontro in diversi si sono lamentati per la delocalizzazione di molti servizi che allontanano la clientela (zona Cineplex, biblioteca fuori dal centro) e hanno rimpianto il vecchio tribunale che portava professionisti nelle vari punti di ristorazione. E, infatti, gli esercenti hanno chiesto di utilizzare Palazzo Pretorio come polo per la musica, gli intrattenimenti con drink food nell’ora d’aria delle vecchie carceri. Oppure di destinare gli spazi a mercato enogastronomico.
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