Il dolore
La centrale dello spaccio era in Valdera: 8 arresti
Gli ultimi cinque eseguiti ieri mattina. A Pontedera coinvolti giovani di famiglie molto conosciute nella comunità marocchina. Sequestrati 16 chili di hashish
PONTEDERA. Gli ultimi arresti, degli otto effettuati a partire dalla scorsa estate, sono stati effettuati ieri mattina all’aba. La guardia di finanza di Livorno ha scoperto in Valdera un centro di smistamento di ingenti quantitativi di hashish: ne sono stati sequestrati oltre 16 chili. Droga acquistata a Milano, in Emilia Romagna ma anche nelle zone di Firenze e Castelfranco di Sotto. Nelle prime ore del mattino di ieri gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Livorno, coadiuvati da personale e unità cinofile del Gruppo e da militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Pisa, hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip di Livorno, il dottor Antonio Del Forno, nell’ambito di un’indagine di polizia giudiziaria, denominata operazione “Suv”. Le misure restrittive, con contestuali perquisizioni domiciliari e personali, sono state eseguite nei confronti di quattro cittadini di origine marocchina, Said Elidrissi, di Partino di Palaia; Said Bounif di Pontedera; Abdelmjid Dridi, di Pontedera; Driss Naanai di Lari, di età compresa tra 33 e 28 anni. Oltre che nei riguardi di Stefano Gargiulo, 29enne originario di Torre Annunziata ma residente a Livorno. Nei confronti di Driss Naanai e Stefano Gargiulo è stato eseguito anche un sequestro probatorio delle provviste attive giacenti sui loro conti correnti. Ulteriori quattro perquisizioni domiciliari sono state effettuate nei confronti di altrettanti cittadini italiani residenti nel Comune di Livorno, di età compresa tra 32 e 20 anni, sospettati di aver acquistato sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’indagine è scaturita dall’arresto in flagranza di reato nel mese di agosto 2014 di un Valerio Dutti, di 38 anni per detenzione di mezzo kg di hashish, ceduto da Gargiulo.
Le indagini sono servite a ricostruire l’esistenza di un gruppo di marocchini residenti in provincia di Pisa, tra loro coordinati, costituente l’anello intermedio di una struttura illecita che provvedeva all’acquisto di droga e alla successiva vendita di panetti di hashish, in particolare sul territorio livornese. Gli indagati cedevano la droga a un successivo anello più basso per la vendita al dettaglio. Gli indagati, per ridurre i rischi connessi all’attività illecita, utilizzavano diversi accorgimenti sintomatici della “professionalità” e dell’organizzazione con cui tali traffici illeciti venivano pianificati ed eseguiti. Essi, infatti, erano sono soliti cambiare (anche una volta al mese), spesso in concomitanza con arresti o perquisizioni di altri soggetti, telefoni cellulari e schede telefoniche che venivano opportunamente intestate a persone compiacenti. Inoltre, utilizzavano linguaggi criptati e comunicavano tramite social network; concordavano appuntamenti in posti isolati, facevano ricorso ad auto a noleggio, ovvero usufruivano di macchine intestate a familiari.
In aggiunta, utilizzavano molto denaro contante, frazionavano i viaggi per l’acquisto di droga coinvolgendo come corrieri giovani ragazzi, incensurati o con pochi precedenti di polizia, che si assumevano direttamente la responsabilità di eventuali controlli di polizia. La droga veniva normalmente occultata, per lo più nelle ore notturne, in terreni agricoli, boschi o in capannoni abbondonati.La maggior parte delle sostanze stupefacenti è stata sequestrata in una struttura abbandonata ubicata nei pressi di una fabbrica in disuso a Ponsacco, dove i soggetti marocchini occultavano in buste di plastica 11 kg di hashish.
Alcuni scambi di droga sono avvenuti alle Melorie di Ponsacco e in Val di Cava sotto “monitoraggio” della Finanza che già controllava i presunti spacciatori.
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