Il Tirreno

Pontedera

«L’export a picco» ma i conciatori non ci credono

«L’export a picco» ma i conciatori non ci credono

Allarmanti i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Pisa La replica: «Cifre non veritiere, la tendenza è stabile»

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. La Camera di Commercio di Pisa lancia l’allarme, ma gli addetti ai lavori minimizzano e parlano di dati «inattendibili, non veritieri». Non c’è alcun crollo - viene replicato - del pellame pisano sul fronte del commercio estero. Secondo Associazione Conciatori e Consorzio Conciatori, le cifre diffuse ieri, relative al terzo trimestre del 2014, non trovano un riscontro nella situazione reale.

Da Pisa la Camera di Commercio mette appunto in evidenza la pesante contrazione delle esportazioni provinciali, che nel periodo luglio-settembre 2014 hanno fatto segnare un -4,5%. «A spiegare il pessimo risultato – affermano gli statistici dell’ufficio Studi dell’ente camerale – troviamo la filiera delle pelli. Decisamente drammatica, a livello settoriale, la flessione delle vendite di calzature, che hanno segnato una diminuzione non solo in termini percentuali (-37,9%) ma anche in valore assoluto: oltre 40 milioni di euro in meno rispetto al medesimo periodo del 2013. Tutte le destinazioni più rilevanti per le scarpe registrano contrazioni consistenti. Oltre alle calzature, vanno male le vendite del comparto pelli-cuoio: -19,6% il pellame grezzo, -2,5% i prodotti in cuoio».

Crescono invece, del 12,7%, le importazioni di pelli. «Questo avviene – viene rilevato – a causa della crescita vertiginosa delle quotazioni del pellame, a loro volta frutto di politiche protezionistiche di numerosi paesi, e non per una maggiore quantità di prodotto importato e, quindi, da avviare alla trasformazione».

I numeri, comunque, non tornano. E i rappresentanti di categoria lo dicono chiaramente. «Il nostro termometro migliore, quello di cui ci fidiamo di più – sostiene Michele Matteoli, presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola – è senza dubbio l’acqua che viene immessa nel ciclo della depurazione. E questa è tutto sommato in linea con il 2013, sia per quanto riguarda i volumi di Ponte a Egola che per quelli di Santa Croce sull’Arno. Anche sul fronte delle importazioni del grezzo, la situazione è pressoché stabile».

Sulla stessa lunghezza d’onda il commento di Franco Donati, presidente dell’Assoconciatori di Santa Croce sull’Arno: «Ho visto anch’io i dati della Camera di Commercio e mi sento di poter dire che non sono assolutamente veritieri. La flessione è intorno al 2%, non di più. Noi lo sappiamo bene dai dati dell’acqua depurata».

Non si può parlare di allarme nemmeno sul fronte dei costi del grezzo importato dall’estero: «Sul mercato – conclude Donati – il prezzo è stabile, anche alla luce del fatto che la Cina, meno presente rispetto al passato, sta acquistando meno».(crimar)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze