Sicurezza
Dopo un mese ritrova il padrone che lo aveva creduto morto
Sordo e cieco il cane di 18 anni si era perso a Natale. Moribondo, lo avevano ritrovato dei volontari che poi sono riusciti per una serie di coincidenze a risalire al proprietario
CASTELFRANCO. Dopo un mese ritrova il padrone che lo aveva creduto morto e l’incontrarsi di nuovo ha l’effetto magico di quando si scopre che il compagno di una vita è ancora lì vicino a te. Questa storia inizia il giorno dopo Natale. Siamo nella zona di Montefalconi, a Castelfranco di Sotto, nella casa di Remo Petroselli, 62 anni, imprenditore. In quell’abitazione a ridosso del bosco c’è anche un meticcio di 18 anni, cieco e sordo. Si chiama Dino.
«Vivo da solo e me lo porto sempre dietro – racconta oggi in lacrime Petroselli – perfino al ristorante. È l’amico di una vita, un compagno fedele che non mi ha mai abbandonato. Viviamo in simbiosi». In agguato, però, c’è l’imprevisto: fuori dalla villa, vicino al bosco si muove un branco di cinghiali. Il cane si innervosisce, risponde ad un istinto e, in qualche modo, riesce ad uscire di casa. «Mi sono allarmato – continua il padrone – e ho pensato che l’avessero sbranato i cinghiali anche perché Dino è cieco e sordo oltre che vecchio».
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Nei giorni successivi Petroselli cerca il cane, poi si rassegna al fatto che il suo amico a quattro zampe non tornerà mai più. Invece, Dino è a un chilometro da casa incastrato in un groviglio di rovi che lo separano da una scarpata. Sta morendo, anzi sarebbe morto se il 28 dicembre non l’avesse trovato un residente, Daniele Costagli. Le condizioni del meticcio appaiono disperate, aggravate dall’età. In più, ritrovare il padrone è un’impresa perché Dino ha 18 anni ed è sprovvisto di microchip. In un primo momento si ipotizza per l’abbandono volontario poi la storia racconterà un’altra verità.
Il destino del cane sarebbero state le sbarre del canile, poi Costagli e i volontari dell’associazione “Amici a 4 zampe” decidono di portarlo da un veterinario (la dottoressa Catia Lotti) per tentare di salvarlo. Il cane reagisce e dopo dieci giorni viene dato in affido temporaneo, giusto il tempo di trovare un nuovo padrone. In realtà, Dino un padrone già ce l’ha e il destino decide che lo debba ritrovare. «Ho iniziato a chiedere ad alcuni amici della zona di Montefalconi – dice Costagli – se conoscevano qualcuno che aveva perso il cane. Mi hanno indicato una donna ma quando sono andato da lei, un cane c’era già».
La signora a sua volta, le indica la villa di Petroselli. Il resto è storia perché il 16 gennaio il cane cieco e sordo ritrova il suo amico di una vita mentre Remo Petroselli piange un po’ di gioia un po’ di gratitudine e gli riapre le porte di quell’abitazione che aveva abbandonato il 26 dicembre. Dopo aver rimborsato l’associazione per le spese sostenute per riportare Dino a casa.
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