Il Tirreno

Pontedera

Pitti, vento di ripresa per il “made in Valdera”

di Andreas Quirici
Pitti, vento di ripresa per il “made in Valdera”

Poggianti: «La novità? il ritorno degli italiani alle produzioni di qualità» Tanti compratori europei si sono interessati alla moda casual di “Trez”

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FIRENZE. Arrivano notizie positive dalle aziende della Valdera presenti a Pitti Uomo, la rassegna della moda maschile alla Fortezza da Basso di Firenze in cui vengono presentate in questi giorni le collezioni autunno-inverno 2015-2016. Trez e Poggianti, le due imprese con radici piuttosto salde in provincia di Pisa.

Per entrambe la lotta con la concorrenza e la crisi economica parte da punti diversi, ma arriva allo stesso punto, la stabilità con prospettiva di crescita nel 2015, pur senza grossi explot. Del resto, la congiuntura della moda non è diversa da quella di altri settori. L'export è il traino per tutti, malgrado il baratro in cui sembra sprofondata la Russia, anche se l'Italia sta cominciando a dare segni di risveglio. Niente di eccezionale sul fronte del Belpaese, dove dominano ancora troppe incertezze, richieste di prezzi sempre più bassi e difficoltà nei pagamenti anche per i clienti che avevano abituato alla continuità nei bonifici. «Il fatto che sta cambiando - spiega Alessandro Galli, della Poggianti di Peccioli, azienda di camice - è che i negozi italiani si stanno orientando di nuovo verso la qualità, dopo anni in cui hanno preferito marche più di appeal che di sostanza o a costi bassi. Il prezzo continua a farla da padrone, ma stanno cominciando ad arrivare spiragli positivi».

Per Poggianti il 2014 è stato un anno di ricollocazione, vista la diminuzione di personale da 55 a 30 dipendenti, ma anche di un aumento di fatturato (+10%), con vendite in Giappone e Corea del sud. «Ora la sfida è di spostare il fatturato dalla Russia, che è sempre stato un buon cliente per noi, ad altri mercati».

Il tema del rapporto tra qualità e prezzi ritorna anche nello stand di Trez, marchio pontederese di moda casual (o urban), legato a Federighi, che da tre anni a questa parte sta provando a ritagliarsi un proprio spazio. "La clientela ci chiede prodotti durevoli a prezzi contenuti - spiegano i responsabili - e il fatto di realizzare gran parte della nostra produzione in Italia, come maglieria e jeans, ci sta dando riscontri positivi. Qui a Pitti, in questi giorni, abbiamo ricevuto la visita di buyer provenienti da Cipro, Spagna, Grecia, Francia e Olanda, ma anche l'Italia sta facendo passi in avanti rispetto al passato. Abbiamo scelto una strada dei prezzi bassi puntando a negozi che vendevano anche griffe. All'inizio ci hanno un po' snobbati, ma poi hanno capito che i nostri articoli servono ad ampliare la clientela". A Pitti Uomo, che ieri è stato invaso da un mare di visitatori, anche Osvaldo Trucchi e Hal Neroh. La prima è un'azienda di camice, dell'ex stilista di Poggianti, che ha sede a Peccioli, ma la produzione a Sansepolcro, nell'ex indotto della Ingram. La seconda è una ditta di calzature con sede legale a Pontedera, ma con la proprietà e la realizzazione degli articoli a Stabbia di Cerreto Guidi.

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