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Mancano le famiglie, scatta l’emergenza al centro per gli affidi

Rino Bucci
Mancano le famiglie, scatta l’emergenza al centro per gli affidi

Il database dell’Arcobaleno si sta esaurendo velocemente. Servono coppie disposte a prendersi cura dei troppi minori

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VOLTERRA. Mancano le famiglie e le richieste sono in constate aumento. Al punto che il database del centro affidi Arcobaleno che opera in Alta Valdicecina è quasi esaurito. Nel 2014 sono state coinvolte sei famiglie affidatarie, con tre affidi part-time e tre full-time. «Purtroppo la richiesta di affidamenti da parte del servizio territoriale è sempre più crescente, mentre le famiglie disponibili sono sempre più scarse, per questo è importante reperire nuclei e singoli che siamo disponibili ad accogliere, anche con la formula part-time, bambini in difficoltà», spiegano dal centro.

L’emergenza. Ad oggi, molte sono le famiglie che si trovano in difficoltà, e chi ne fa le spese, senza averne colpa spesso sono i bambini. «Accogliendo un bambino – sottolineano gli operatori del centro affidi – ciascuno di noi può compiere un gesto d’amore e creare un’occasione per contribuire alla sua crescita e serenità. L’affidamento familiare è un intervento che viene attuato per sopperire alle difficoltà delle persone che si trovano temporaneamente impossibilitate ad occuparsi delle necessità (affettive, accuditive ed educative) dei propri figli. L’affidamento è dunque un intervento a “termine” che si rivolge non solo al bambino ma anche alla sua famiglia, si protrae così solo per il tempo loro necessario ad affrontare e per quanto possibile, risolvere i loro problemi».

I numeri. Il database che riunisce i nuclei in Alta Valdicecina è composto da circa cinque famiglie. Sono poche. Anche perché l’intervento a sostegno del minore si deve conciliare con la compatibilità delle esigenze che ha il minore stesso. Può capitare che il bambino abbia bisogno di un nucleo in cui non sono presenti altri figli come il contrario. E alla fine, il puzzle per chiudere la pratica diventa più difficile da chiudere.

Come funziona. L’affidamento può avvenire su richiesta del Tribunale dei minori o in modo consensuale dopo un accordo con la famiglia di origine. Poi, le figure del centro affidi, assistente sociale, psicologo ed educatore, concordano con la potenziale famiglia affidataria il percorso da intraprendere per arrivare all’inserimento in questa del minore.

In base al caso, l’affido può essere full-time o part-time: nel primo caso il bambino trascorre con gli affidatari giorno e notte pur mantenendo rapporti periodici con la propria famiglia, nel secondo caso può trascorre con gli affidatari il fine settimana o alcune ore del giorno. Importante sottolineare che la famiglia affidataria può partecipare all’intervento secondo le sue effettive disponibilità di tempo.

A chi si rivolge. In relazione a quanto stabilito dalla legge gli affidatari posso essere coppie con o senza figli, sposate o conviventi, persone singole; senza vincoli di età rispetto al bambino affidato. Per supportare le famiglie affidatarie il centro affidi promuove, con cadenza mensile, i “gruppi di sostegno” come momento di confronto per potersi aiutare: tale incontro è importante per condividere insieme, famiglie e operatori, sia i momenti positivi sia quelli critici del percorso intrapreso. Il centro affidi "Arcobaleno" si trova in via San Lazzero (edificio Verga, tel 0588-91695).

 

 

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