Sicurezza
I giovani vandali non allentano la presa
Nel quartiere dell’Orto di San Matteo i residenti sono sul punto di presentare il terzo esposto nel giro di soli due anni
CASTELFRANCO DI SOTTO. Stessi problemi stessa esasperazione.
Racconti ormai ripetitivi di un quotidiano degrado che sembra non avere soluzione. Storie di ordinaria maleducazione, di vandalismo quasi monotono nella sua scontata continuità. Ieri come oggi, due anni fa come nel 2015, il tema resta sempre lo stesso.
E la sfida non è cambiata: trovare una nuova dimensione ad uno spazio che meriterebbe un’altra immagine di sé. Una sfida che l’amministrazione assicura di aver messo nel mirino, attraverso l’elaborazione di un progetto sul quale il sindaco, si mantiene per ora abbottonatissimo, con la promessa di segnare l’inizio della svolta con l’arrivo della bella stagione.
Nell’attesa che qualcosa si muova, però, i cittadini tornano a segnalare piccoli e grandi episodi di maleducazione e degrado. Episodi che si sarebbero intensificati con le festività natalizie, «senza raggiungere – dicono – i livelli clamorosi delle serate estive, ma con alcune giornate di assoluta follia». Da qui la decisione di presentare a breve l’ennesimo esposto, che sarà il terzo in appena due anni.
Il Natale dei vandali. Racconti che stridono con le immagini del presepe vivente, prima di Natale, quando l’Orto di San Matteo si era trasformato nella cornice suggestiva della Natività. Neanche poche ore dopo - riferiscono i residenti - le stesse strutture usate per il presepe sono diventate bersaglio degli ennesimi atti vandalici. L’ultima attrazione di un divertimento distruttivo di cui avrebbe fatto le spese anche il fontanello, dal quale è stata divelta e sganciata la grondaia in alluminio. «Forse si è rotta a forza di salirci sopra – ci dicono i cittadini – visto che un giorno c’erano almeno sette ragazzi che saltavano sopra il fontanello».
Ragazzi, quelli dell’Orto di San Matteo, divisi come sempre in più gruppi, di età diverse ma generalmente minorenni, in gran parte (ma non tutti) figli di genitori di origine straniera. Gruppi per i quali il pallone resta il primo strumento di svago, con le pallonate amplificate dalla tettoia in alluminio: pallonate continue, spesso dirette contro mura e porte delle abitazioni, per non parlare delle automobili.
I danneggiamenti. Le cronache degli ultimi giorni raccontano anche della scomparsa definitiva dei paletti che un tempo impedivano l’accesso alle auto, prima di essere sradicati e gettati via. Lungo il muro di via dei Macelli, poi, non si contano più i faretti che il Comune ha dovuto sistemare o sostituire: faretti utilizzati come punto d’appoggio per arrampicarsi sopra la tettoia, ad oltre tre metri di altezza.
Novità degli ultimi giorni, infine, sarebbe l’intrusione nel piazzale dell’ormai ex calzaturificio Lorbac, ovviamente per giocare a pallone: uno dei pannelli (per giunta in eternit) agganciati alla ringhiera dell’azienda è stato abbattuto nei pressi del viale Europa. E tutto senza dimenticare la sporcizia, le bottiglie di birra tra i cespugli e le scritte senza senso che ricoprono le strutture. Un contesto di degrado che - concordano in molti - farebbe da sfondo anche al fenomeno dello spaccio.
L’esasperazione. «Non ne possiamo veramente più – ci dice Simone Morosi, residente di via dei Macelli e portavoce dei cittadini –. Finché si tratta di qualche schiamazzo ogni tanto si può anche sopportare, ma qui il problema è continuo, costante: se non è oggi sarà sicuramente domani. Ad un certo punto è frustrante mettersi a battibeccare con dei ragazzini: ho cercato di parlare con un genitore, con un adulto responsabile, ma senza successo». Morosi, come altri, racconta di aver contattato direttamente anche il sindaco Gabriele Toti: «Dopo averlo chiamato, i vigili sono arrivati – dice – ma si tratta solo di un palliativo, ci vuole un’attenzione costante».
Il tema, del resto, aveva infiammato anche il consiglio comunale aperto di pochi mesi fa: «In quell’occasione – prosegue – avevamo cercato di essere propositivi, avanzando alcune idee che ancora non hanno avuto risposta. Avevamo chiesto, per prima cosa, di tenere accese le telecamere; avevamo proposto di costruire, all’Orto di San Matteo, un campetto da gioco recintato, a disposizione di tutti i ragazzi del paese, e infine di tenere delle lezioni di educazione civica durante i corsi di italiano per stranieri».
Il progetto. Interpellato sulla questione, il sindaco Gabriele Toti conferma di avere allo studio «un progetto di lungo periodo, al quale stanno lavorando più assessorati, che sarà definito nelle prossime settimane». «Il piano – aggiunge – si sviluppa in una serie di punti. Al primo quello della vivibilità, per incrementare l’utilizzo di quello spazio con un ruolo di primo piano affidato alle associazioni. In cantiere c’è poi il miglioramento dell’illuminazione, attraverso un project financing che stiamo definendo in questi giorni. Ciò non toglie, però, che chi commette degli illeciti debba essere perseguito. Allo stesso modo, se esiste un problema di spaccio invito i cittadini a segnalare la cosa ai carabinieri».
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