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Suona di nuovo l’allarme per il reparto di cardiologia

Suona di nuovo l’allarme per il reparto di cardiologia

Le visite vengono spesso spostate e i medici scelgono di non trasferirsi sul Colle La Cgil: «Il reparto è in affanno, serve un progetto definito per l’area medica»

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VOLTERRA. Il reparto di cardiologia è in affanno. Le ultime segnalazioni arrivate dai cittadini parlano di esami fissati da tempo e rinviati all’ultimo momento e viaggi dal Colle fino all’ospedale Lotti per sottoporsi a prestazioni che un tempo venivano erogate a Volterra. La riorganizzazione del reparto, accorpato con quello della medicina quando venne introdotto il modello per intensità di cura, non è stato digerito dalla cittadinanza ma anche da parte di chi lavora in ospedale e dalle organizzazioni sindacali.

«A suo tempo respingemmo la proposta di riorganizzazione che ci fu proposta dalla dirigenza - spiegano dalla funzione pubblica della Cgil - ed oggi siamo a denunciarne il fallimento. Il progetto non convinceva perché era finalizzato solo al recupero dei costi e e risorse umane: alla fine, non c’è stata neanche l’integrazione tra i reparti». Il vero problema riguarda, però, l’organico e nello specifico la difficoltà nel reperire dirigenti medici in cardiologia e medicina disposti a lavorare su Volterra.

«Non c’è stabilità del personale medico e il turn over è troppo veloce - denunciano dalla Cgil - la maggior parte dei dottori sono a tempo». Inoltre, con l’addio del dottor Carlo Giustarini (diventato direttore sanitario all’Asl 6, ndr) la situazione è peggiorata perché difatto, nei reparti di medicina e cardiologia lavora un primario “ad ore” che si sposta da Pontedera. Anche per questo motivo le organizzazioni sindacali avevano chiesto, in agosto, alla direzione generale un incontro urgente. «Era stato fissato per i primi giorni di dicembre - spiegano - ma poi è stato rimandato e, ad oggi, non si sa quando potremo confrontarci con i vertici dell’azienda sanitaria»; un atteggiamento definito «sfuggente».

All’inizio dell’autunno l’Asl 5 aveva dovuto procedere all’assunzione a tempo di due dirigenti medici “pescando” dalla graduatoria della «zona disagiata dell’Alta val di Cecina» perché il bando di gara pubblicato dall’Estav era andato deserto. Insomma, nessuno specialista in cardiologia aveva scelto di spostarsi verso Volterra. E, a questo problema, si aggiungono oggi le difficoltà di un reparto riorganizzato con un letto di terapia intensiva e due postazioni di sub intensiva ed accorpato con quello della medicina generale. Una rivoluzione praticata secondo un modello multidisciplinare, ormai utilizzato in moltissimi ospedali ma che secondo le organizzazioni sindacali nasconde la volontà di razionalizzare i costi.

«Per questo proveremo a confrontarci con l’azienda sanitaria - chiudono dalla Cgil - perché serve un progetto a medio o lungo periodo per risollevare un reparto in grande affanno».

Rino Bucci

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