Lutto
Nessuna inchiesta sulla morte del ciclista diciassettenne
Sarà sepolto in Marocco, nel suo paese di origine, il diciassettenne Younes Fatmi, ucciso da una grave forma di leucemia
CRESPINA LORENZANA. Sarà sepolto in Marocco, nel suo paese di origine, il diciassettenne Younes Fatmi, ucciso da una grave forma di leucemia. Lo hanno deciso i familiari dopo aver ricevuto dai medici la notizia che il loro ragazzo non ce l’avrebbe fatta. La salma è stata composta nelle stanze mortuarie dell’ospedale Santa Chiara di Pisa dove resterà fino a venerdì mattina. Qui, alle 10, riceverà un primo saluto e poi sarà trasferita nella moschea di Fornacette per un momento di preghiera. Infine sarà trasportata all’aeroporto di Bologna da dove raggiungerà il Marocco insieme alla famiglia. I genitori hanno confermato la volontà di non chiedere l’autopsia sul corpo del ragazzo, promessa del ciclismo. E senza un esposto non ci sarà un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Pisa. «Abbiamo deciso di rendere pubblico quello che è successo a Yuones non certo per chiedere risarcimenti – hanno detto i parenti del minorenne – quanto perché non si verifichi più quello che è avvenuto».
La forma di leucemia che ha colpito il ciclista era così grave che non gli avrebbe lasciato scampo. «Se all’ospedale di Pontedera, dove siamo andati una settimana prima della tragedia, avessero capito che Younes aveva la leucemia forse la malattia non lo avrebbe portato via in così poco tempo. Avremmo potuto tentare di curarlo», ha spiegato la sorella Faisa Fatmi. Il diciassettenne è morto all’ospedale di Cisanello, nel reparto di rianimazione, l’altro pomeriggio dopo un’agonia iniziata sabato sera. La comunità marocchina che vive in provincia di Pisa si è unita al dolore della famiglia Fatmi. In tanti si sono messi a disposizione per aiutare la famiglia ad organizzare il funerale. Hanno salutato la salma i compagni di scuola del ragazzo, gli amici della Valdera e i compagni di squadra con i quali si è allenato fino all’inizio dell’anno, quando la leucemia si è manifestata con una febbre alta. Intanto, i medici dell’ospedale di Pontedera hanno spiegato che quando il ragazzo è arrivato al pronto soccorso del Lotti si è presentato con la diagnosi, fatta già da un medico di fiducia, per una forma di otite. Non aveva la febbre e così chi lo ha visitato non ha ritenuto opportuno chiedere altri accertamenti. Una settimana dopo si è scoperto che il ragazzo aveva la leucemia. (s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
