Sicurezza
Un brevetto per l’ecosostenibilità
La richiesta dei conciatori all’Università riguarda l’attenzione ambientale
SANTA CROCE. L’obiettivo è quello di brevettare l’attenzione ambientale: certificare, nero su bianco, l’ecosostenibilità di un settore storicamente tra i più impattanti, che oggi può scoprire gli orizzonti di nuovi e inediti settori di mercato proprio grazie agli sforzi compiuti in campo ambientale. È questa la finalità del brevetto richiesto dal Polo tecnologico conciario insieme all’Università di Pisa. Una richiesta presentata in forma congiunta nella quale si rivendica, in pratica, l’invenzione di formulazioni innovative per i materiali polimerici termoplastici. La domanda, che si avvale del supporto del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, è il risultato di un’intensa e prolungata attività di ricerca finalizzata al miglioramento della sostenibilità ambientale dell’intero ciclo produttivo conciario. Il tutto, attraverso un’innovativa integrazione tra i processi conciari e uno dei settori industriali strategici della chimica: quello della produzione di materiali polimerici. «È noto, infatti – spiega una nota dell’associazione conciatori di Santa Croce - che tra i settori dell’industria chimica quello dei polimeri innovativi e sostenibili rappresenta a livello mondiale uno dei settori di maggiore crescita in prospettiva futura». Da qui la scelta di richiedere un brevetto che potrebbe aprire le porte di settori finora inesplorati, nei quali il distretto del Cuoio potrebbe giocare un ruolo da assoluto protagonista. «Il riconoscimento del brevetto – prosegue infatti l’associazione - potrebbe aprire al settore originali filiere produttive che si affiancano e si integrano con i tradizionali cicli conciari, andando a coprire nuovi settori di mercato con scenari di vantaggio competitivo, a livello mondiale, di assoluto rilievo nel settore dei nuovi materiali a basso impatto ambientale. Il tutto anche con la possibilità, in corso di valutazione, di costituire una società spin-off che concretizzi su scala industriale e commerciale i risultati della ricerca e le rivendicazioni del brevetto». Un risultato che confermerebbe ancora una volta gli effetti positivi della collaborazione instaurata tra Poteco e Università di Pisa. Collaborazione che prosegue anche sul piano della formazione per i professionisti della filiera pelle. Un’attività che dai prossimi mesi potrà contare anche sui nuovissimi e moderni locali del nuovo Poteco costruito a Santa Croce, la cui inaugurazione è prevista per il mese di febbraio. (g.p.)
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