La protesta
È IL MOMENTO DI PENSARE AL COMUNE UNICO
di Eugenio Leone Dal punto di vista del governo del territorio in questo momento emergono due priorità: da un lato la necessità di razionalizzare e ottimizzare le risorse pubbliche garantendo una...
di Eugenio Leone
Dal punto di vista del governo del territorio in questo momento emergono due priorità: da un lato la necessità di razionalizzare e ottimizzare le risorse pubbliche garantendo una pianificazione di investimenti infrastrutturali e assicurare servizi di qualità; dall’altro migliorare le politiche territoriali su una dimensione d’area che non può essere quella comunale. Un Ente piccolo stenta a rispondere da solo a esigenze per scarsità di risorse e scarsità di capacità organizzativa. Come ci insegnano le imprese ogni organizzazione crescendo riduce i costi fissi generando risparmi, le cosiddette economie di scala e può affrontare le nuove sfide con più forza.
Per non venire schiacciato dai grandi cambiamenti in corso la sfida che il nostro territorio dovrà porsi nei prossimi anni è quella di arrivare rapidamente al Comune Unico della Valdera. Il “Valdera - Comune Unico” che supererebbe i centomila abitanti e darebbe al territorio una nuova prospettiva che riesca a guardare il prossimo decennio con una visione più ampia. Un percorso innovativo che deve coniugare semplificazione amministrativa, razionalizzazione dei costi e delle procedure e condivisione delle competenze. Un comune grande inevitabilmente avrebbe un peso politico e peso contrattuale maggiore verso le società erogatrici di servizi, accanto a minori costi della politica. Un solo sindaco, una sola giunta e i consiglieri che si ridurranno dai circa 200 a 32. Inoltre la fusione dei comuni libererebbe risorse economiche e ne attrarrebbe altre, dalla Regione per esempio, che potrebbero essere investite sul lavoro e sulla crescita, aiutando le persone ad uscire dalla crisi.
In un momento di riassetto degli enti territoriali in cui le province dovranno essere chiuse, rimane sul tappeto il tema della riassegnazione delle competenze. Temi come la scuola, la gestione del territorio dal punto di vista idrogeologico, lo sviluppo economico, l’innovazione tecnologica, le infrastrutture o la pianificazione urbanistica non possono essere gestite localmente da piccoli e piccolissimi comuni.
Il Villaggio scolastico di Pontedera, che deve diventare un Campus sull’esempio americano, già serve tutta la Valdera e deve essere ritenuto un valore da tutta l’area; la gestione dei fiumi e delle acque ha delle ripercussioni da un comune all’altro e non può essere gestito localisticamente. La forza della nuova città metropolitana di Firenze, dell’area vasta della costa pisana o dell’area Prato-Pistoia-Valdelsa non può essere contrastata da enti in miniatura.
L’Unione della Valdera che dovrebbe essere lo strumento per risolvere alcuni di questi problemi ha dimostrato dei limiti, pur riuscendo a erogazione buoni servizi ed essendo operativamente efficiente. È arrivato quindi il momento di cambiare metodo, evitando di conti. nuare a fare le stesse cose e allo stesso modo sperando che tutto migliori magicamente; è arrivato il momento di dare una visione politica unitaria al nostro territorio superando gli interessi di parte, superando i campanili e facendo crescere una identità della Valdera .
Consigliere comunale
Lista Arancione
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