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Pontedera

la storia

«Un esame del sangue forse l’avrebbe salvato»

Sabrina Chiellini
Afef, la cugina di Younes Fatmi
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Afef, la cugina di Younes Fatmi

Il dolore dei familiari: «Non chiediamo nulla, vogliamo solo far sapere quello che è successo»

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PONTEDERA. «Mio fratello stava male, aveva la febbre. Sabato (il 10 gennaio, ndr), quando ho deciso di chiamare l’ambulanza, vomitava sangue. E quando siamo arrivati all’ospedale di Cisanello ci hanno detto che aveva avuto un’emorragia cerebrale, probabilmente in conseguenza a una grave forma di leucemia».

Faisa Fatmi, sorella della vittima, oltre al dolore porta dentro di sé il peso del dubbio. «Se solo al pronto soccorso di Pontedera gli avessero fatto le analisi del sangue, una settimana prima, avrebbero capito cosa stava succedendo. Invece Younes è stato curato come se avesse una forma di otite. Mi chiedo se tutto questo poteva essere evitato».

La famiglia non ha ancora deciso se presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Pisa. «Non vogliamo nulla dall’ospedale di Pontedera - si sfoga la sorella - e non so se voglio per mio fratello un ulteriore strazio, come è quello dell’autopsia. Ma voglio che si sappia quello che è successo. Un semplice esame del sangue, effettuato quando ci siamo rivolti per la prima volta al pronto soccorso del Lotti, avrebbe potuto farci capire che la situazione era grave e che mio fratello aveva la leucemia».

Immediata la replica dell’Asl 5 di Pisa che ha espresso la sua vicinanza alla famiglia colpita dall’improvviso dolore. «Il giovane si è presentato in pronto soccorso già in trattamento antibiotico per un’otite, diagnosi confermata subito dal medico di pronto soccorso e, successivamente, dalla visita dell'otorino- spiega l’azienda sanitaria locale - È bene precisare che il ragazzo non presentava alcun segnale clinico che potesse indurre i sanitari a effettuare ulteriori accertamenti diagnostici; infatti tutti i protocolli, in caso di assenza di febbre o di altri sintomi particolari, non prevedono esami ematici. Siamo convinti - affermano dalla direzione aziendale - che i medici del pronto soccorso del Lotti abbiano agito correttamente e ricordiamo che l’iter diagnostico terapeutico è totalmente tracciabile. Purtroppo il ragazzo è stato colpito da un evento imprevedibile, la cui origine solamente l’autopsia potrà chiarire».

Ora è il momento del dolore. I parenti si stanno attivando per trasportare la salma del ciclista nel suo paese d’origine per il funerale.

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