Il dolore
«Scusaci se non ti abbiamo capito»
I messaggi dei compagni di scuola e degli amici lasciati sul profilo Facebook della vittima
FORNACETTE. Se solo potessero farlo gli amici vorrebbero abbracciare la vittima e chiedergli scusa. Per non avere capito cosa tormentava la vittima. E così il profilo Facebook dello studente è diventato un mezzo per comunicare virtualmente con lui. « Anche io voglio scriverti poche parole. Venerdì quando ti ho visto in classe non avevo capito...cosa ti passasse dentro. Mi spiace tanto, tanto... Non potrò dirti più niente a parole, te le dirò in un altro modo. Ora hai già compreso tutto...si tutto quello che prima non capivo di te, degli altri. Penseremo ogni giorno a te, pregheremo ogni giorno per te...,e tu poi lo farai per noi, ne sono sicura. Ti abbiamo voluto bene forse non abbastanza, non come volevi tu..Scusaci. Non abbiamo da fare ancora un percorso di vita, guidaci...aiutaci...Non abbandonare mai i tuoi cari, gli amici. Forse non hai mai capito quanto loro avessero bisogno di te»: è il pensiero di una compagna di classe.
Un’amica aggiunge: «Non ho parole da dire, ora come ora. Ma solo una domanda che ormai tormenta tutti.. .perché? Perché l'hai fatto? È vero che dalle medie (io personalmente ) ti ho perso un pò di vista ma rimanevi comunque un amico speciale.. e ora mi rimane solo da dire che mi dispiace, perché magari avevi bisogno di aiuto, di conforto per qualcosa (chissà), di qualsiasi cosa e non ho potuto fare nulla.. nessuno ha potuto fare nulla! Ma lascia che ti dica una cosa, ci mancherai un casino, rimarrai sempre nei nostri cuori davvero!».
E poi messaggi per dirgli semplicemente ciao o arrivederci, ricordando tanti momenti vissuti insieme. «Lo so che a te non piacevano le smancerie, che volevi sempre sembrare tranquillo e forte. Ho sempre pensato non avessi alcun problema, che sapessi risolvere tutto, perchè sembravi sempre così sicuro di quello che facevi. Mi dispiace di non essere mai venuto con te a fare boxe, che non mi piacevano le canzoni che mi facevi tradurre.Hai sempre ascoltato quello che ti volevo dire, ed evidentemente io non ho saputo ascoltare te. Mi dispiace».
Una comunità, oltre agli amici del ragazzo, si è unita al dolore della famiglia, pronta a stare vicino ai genitori e alla sorella a cominciare dal giorno del funerale, che ancora non è stato stabilito.
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