Gioco
In musica l’accusa agli adulti di aver consegnato un mondo terribile
Ozzy Osbourne, l’autore del brano “Crazy train”, non è giovanissimo. E del 1948. Ma quel testo - che, sintetizzando, potrebbe essere il manifesto dell’insostenibilità dell’essere dei giovani - è da...
Ozzy Osbourne, l’autore del brano “Crazy train”, non è giovanissimo. E del 1948. Ma quel testo - che, sintetizzando, potrebbe essere il manifesto dell’insostenibilità dell’essere dei giovani - è da sempre, tra i favoriti. Forse perché, insieme a un altro brano di Osbourne, è stata la colonna sonora di un videogame. O, perché il suo testo esprime sensazioni che in tanti, vivono. Al punto che più di una volta, è stato accusato di lanciare, con le sue canzoni immagini subliminali, che spingono a gesti estremi. . L’immagine della canzone è quella di un treno in corsa, impazzito e pronto a deragliare: un testo nato per raccontare le conseguenze della Guerra Fredda e diventato ben presto un inno al disagio giovanile e uno “schiaffo” morale che le generazioni più giovani danno a chi li ha preceduti (“ereditando problemi sono mentalmente intontito”). Molte le frasi che i giovani prendono a prestito per raccontare il loro stato d’animo (“...la vita è una vergogna amara. Sto deragliando da un treno pazzo...”).
E ancora: “...le ferite mentali non guariscono...”. Il brano di Ozzy Osbourne è del 1980. Racconta la trasformazione del mondo in quel preciso momento storico, ma dà anche qualche spiraglio di speranza. (“... milioni di persone vivono come nemici. Forse non è troppo tardi per imparare ad amare...” oppure “...Lo so che le cose vanno male, devi ascoltare le mie parole...”. Ma poi è proprio in quell’inciso, che si può trovare una ulteriore chiave di lettura: sto deragliando su un treno impazzito, ripete il testo della canzone, quasi a suggerire che, la soluzione - a questo punto - può arrivare solo da un imprevisto.
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