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«Impariamo a captare i loro disagi»

«Impariamo a captare i loro disagi»

Lucia Ciampi è sindaco di Calcinaia e anche insegnante: spesso certi messaggi sono silenziosi

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CALCINAIA. «Sono sgomenta. Un’altra vita giovane spezzata da una morte violenta».

Lucia Ciampi è il sindaco di Calcinaia paese dove, nel giro di poche settimane si sono verificati due episodi tragici con protagonisti giovanissimi. Due ferite profonde che hanno lacerato un’intera comunità. Soprattutto i ragazzi.

Lucia Ciampi, però, non ha solo un ruolo istituzionale. È anche insegnante, è abituata a stare tutti i giorni con i giovani e la decisione del sedicenne che si è lasciato travolgere dal treno le impone una riflessione.

«Questa vicenda non può lasciarci indifferenti – dice – Parlo come adulta e anche come genitore, oltre che per i ruoli politici e amministrativi che ricopro. Sto pensando che dobbiamo fare qualcosa per i nostri ragazzi, per questi giovani che si rivelano fragili. Va messo a loro disposizione qualche soccorso. Sento forte questa responsabilità. Nei prossimi giorni prenderemo qualche decisione, contatterò la famiglia del ragazzo morto sotto il treno, le associazioni del territorio, le altre famiglie che hanno dovuto fare i conti con storie tragiche. Ma qualcosa dobbiamo fare».

Una responsabilità che potrebbe partire dai banchi di scuola. Lucia Ciampi insegna: è docente nelle classi del triennio del liceo di Pontedera.

«In aula non si avverte questo disagio – spiega il primo cittadino di Calcinaia – ma anche perché le classi in cui insegno io sono composti da giovani che hanno già superato l’età e la fase delle insicurezze. Ma questo non significa che non ci si possa impegnare per cercare di capire più a fondo i messaggi che ci arrivano dai ragazzi».

Si avverte la difficoltà nell’interpretare le esigenze di alcuni di questi ragazzi più fragili. «Probabilmente – continua Lucia Ciampi – nella società questi ragazzi incontrano molti più disagi di quelli che noi immaginiamo. Sedici anni, l’età della vittima della tragedia di sabato sera, è l’età di un bambino che non ha trovato, in nessuno di quanti lo circondano, risposte a ciò che ha chiesto. E su questo dobbiamo interrogarci».

Questo il motivo principale per il quale il sindaco di Calcinaia già da oggi si metterà al lavoro per cercare di mettere in piedi qualcosa di concreto che possa dare un aiuto a queste fragilità.

«Dobbiamo cercare il modo per diventare capaci di captare le richieste d’aiuto che arrivano dai ragazzi. Con qualsiasi mezzo essi lancino questi messaggi. Anche quelli più silenziosi».

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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