Il Tirreno

Pontedera

"Lasceremo le Colombaie ma vogliamo trasparenza"

Rino Bucci
"Lasceremo le Colombaie ma vogliamo trasparenza"

Le famiglie del palazzo che sarà sgomberato chiedono al Comune di Volterra di poter visionare la relazione che ha decretato l’evacuazione dell’edificio

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VOLTERRA. C’è chi come Antonio arrivò nel 1987 quando quei palazzoni a mattoncini rossi in largo Di Vittorio vennero inaugurati. "Nevicava e faceva un freddo terribile - racconta - ci portammo dietro un materasso e poco altro. Avevamo la nostra casa popolare e ci pareva di aver vinto la lotteria". Ora, Antonio e sua moglie insieme agli altri undici inquilini che occupano gli appartamenti alle Colombaie si ritrovano in mano un biglietto perdente. Lo stabile dovrà essere evacuato a seguito di una relazione di Apes: troppo pericoloso stare in quelle stanze che per trent’anni sono state arredate, curate, risistemate. Ma la relazione parla chiaro: c’è il rischio che le case popolari crollino e per questo andranno abbandonate entro un anno e abbattute.

La comunicazione è arrivata due mesi fa: "Ci hanno convocati in Comune e detto che dovevamo abbandonare le nostre case - dicono gli abitanti di largo Di Vittorio - non abbiamo in mano perizie né documenti ufficiali". Per questo motivo, giovedì8 gennaio, le dodici famiglie hanno voluto incontrare il rappresentante del Sunia (il sindacato Luca D’Onofrio che poi avrebbe partecipato qualche ora dopo al primo incontro della commissione per la formazione della graduatoria con la quale verranno riassegnati gli appartamenti alle famiglie. "Chiediamo solo la trasparenza che non c’è stata in questi mesi e che vengano rispettati i criteri di equità da parte dell’amministrazione comunale".

In questi giorni diverse famiglie hanno visionato gli immobili di disponibilità pubblica. Ma restano aperte diverse questioni. In molti hanno acquistato mobili e cucine che si adattano alla perfezione alle case che hanno abitato per quasi trent’anni. Che fine faranno? Poi, c’è la questione traslochi: "Oltre al danno la beffa - hanno spiegato gli inquilini al rappresentante sindacale - perché andrà a finire che ci troveremo fuori dall’immobile delle Colombaie e in più ci toccherà sostenere le spese per il trasloco. Inoltre, in dodici nuclei familiari ci sono tre persone con problemi di handicap. E, per ognuno di loro, servirebbe un appartamento al piano terra con la conseguenza che si potrebbe anche innescare una “guerra tra poveri”. Ma non è tutto, c’è chi avrebbe addirittura sperato di riscattare quelle quattro mura che da tempo chiamava casa. "Se fosse uscito il bando - spiega una delle residenti - avrei di certo partecipato perché questo appartamento me lo sarei voluta comprare. Qui, ci sono cresciuti i miei figli e nell’estate vengono i miei nipoti a passare le mattine. Alla fine, mi ritroverò in una casa più piccola e con tutti gli elettrodomestici da riadattare o comprare".

In questi giorni quasi tutti i dodici inquilini di largo Di Vittorio sono stati in Comune per avere delle rassicurazioni. «Ad alcuni di noi hanno detto che il palazzo sarà distrutto - spiegano - ad altri che verrà sgomberato e poi monitorato. Non ne sappiamo nulla». In un primo momento lo stabile andava abbandonato entro sei mesi poi è arrivata la proroga a dodici mesi.

 

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