Sicurezza
Morì a 15 anni travolto da un’auto, processo a rilento
La madre chiede giustizia e si sfoga: «Mio figlio investito da un automobilista che potrebbe non finire in carcere»
CAPANNOLI. Riccardo aveva solo 15 anni quando è morto in seguito ad un incidente stradale avvenuto nel 2012 in Piemonte, dove il ragazzo abitava insieme al padre. L’incidente, a Luserna San Giovanni, è stato causato da un giovane di Villar Pellice, Manuele Monnet, 28 anni. Riccardo morì sul colpo, l’amico di 18 anni, che era alla guida del motorino, ha superato dopo tante sofferenze un grave trauma cranico. La giustizia non è stata in grado, almeno finora, di dare alcuna risposta a una madre, Cinzia Borgiattino, di Capannoli, che si aspettava che l’investitore fosse almeno processato e chiamato a rispondere della sua condotta, per essersi messo alla guida pur avendo bevuto alcolici.
Il 15 gennaio alle 10, in tribunale a Torino, ci sarà la prima udienza. «La data iniziale era quella del 29 gennaio, ma Monnet ha chiesto un rito abbreviato. Cerca una pena ridotta, chiedendo clemenza in tribunale, per non fare neanche un giorno di carcere, per cercare di non pagare l'uccisione del mio Riccardo. Purtroppo il mio babbo non potrà più vedere le udienze, visto che è morto anche per il dolore. I tempi della legge sono troppo lunghi. Spero di vedere tanta sensibilità quel giorno. Spero che Riccardo non sia mai dimenticato! Siamo qui in attesa ormai da anni per questo giorno, siamo stanchi e abbattuti per una giustizia che sembra non arrivare mai. La cosa ancora più triste e che a giugno scorso sono andata negli uffici del tribunale di Torino per sapere come mai la data dell’udienza non veniva stabilita. La cosa sconcertante è che non trovavano neanche il fascicolo. Sono stata a piangere per due ore nei corridoi, tenendo un contatto diretto col mio avvocato in Toscana. Poi sono stata liquidata con una stretta di mano, delle scuse superficiali e un fogliettino su cui c'erano scritti due numeri del fascicolo... Mi è rimasto tutto questo del mio Riccardo? Questa è giustizia? I tempi della burocrazia italiana sono interminabili e logoranti», si sfoga la mamma del ragazzino morto in un incidente stradale.
Per i familiari delle vittime di incidenti come quello costato la vita a Riccardo è già molto difficile affrontare il dolore e la perdita di un figlio adolescente. Il doversi confrontare con la burocrazia rende tutto ancora più difficile. La madre di Riccardo poi è impegnata in tante iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sui reati commessi da chi si mette alla guida ubriaco o drogato. Si è fatta promotrice anche di iniziative per chiedere l’introduzione del reato di omicidio stradale. «Certe volte non è facile andare avanti – dice – ma lo dobbiamo fare per il nostro Riccardo e in sua memoria».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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