Il dolore
Pontedera, trascorre 26 ore in barella prima del ricovero
L'episodio è avvenuto all'ospedale Lotti. Alla fine, alla donna di 80 anni, è stato assegnato un letto nel reparto uomini
PONTEDERA. La parcheggiano per 26 ore su una barella in un corridoio del pronto soccorso dell’ospedale Lotti, in attesa di ricovero. E quando, finalmente, i medici le dicono che hanno trovato un posto letto per lei arriva un’altra sorpresa. L’ospedale è al completo e la pensionata di 80 anni, alle prese con i malanni dell’età uniti a problemi di salute, deve dividere la camera con due uomini. «Non ci sono altre soluzioni», spiegano i sanitari ai familiari, cercando di motivare l’assurda situazione.
Piuttosto che restare ancora in un corridoio la donna e i familiari non si sono messi a fare storie. Ma il figlio della pensionata, Sauro Di Ruzza, di Bientina, ha scritto una lettera al direttore sanitario del Lotti e ha protestato pubblicamente. «Non c’erano posti nel reparto femminile e quindi a mia madre è stato assegnato un posto letto in una stanza con due uomini. All’ospedale ho sentito dire che alcune camere sono state chiuse per risparmiare... In tutto questo voglio fare un elogio va a infermieri e dottori ma i dirigenti che cambino lavoro...».
L’episodio è accaduto nei giorni dell’Epifania e l’Asl 5 di Pisa lo conferma. Non solo: l’azienda sanitaria locale chiede scusa alla pensionata e ai familiari. E cerca di fornire una spiegazione rispetto al trattamento che è stato riservato all’anziana. In questi giorni, a causa anche dell’influenza, c’è stato un numero elevato di persone che si sono rivolte al pronto soccorso (registrati dai 170 ai 200 accessi al giorno), non trovando i medici di famiglia, visto il periodo delle ferie di fine anno.
Al tempo stesso però l’ospedale, d’accordo con i vertici dell’azienda sanitaria, ha chiuso il reparto di Chirurgia A, tagliando i suoi posti letto, più di una decina. E ha tagliato altri dieci posti letto al reparto di ortopedia in quanto sono stati sospesi gli interventi programmati fino al 12 gennaio, stando a quanto viene spiegato a chi fa presenti i disservizi. Ovviamente sono venuti a mancare posti letto da utilizzare per fronteggiare eventuali emergenze al pronto soccorso. Se a questi problemi (ovviamente ai tagli dei letti corrispondono anche quelli del personale) si è aggiunta la nota carenza nella gestione nelle dimissioni, un punto debole abbastanza riconosciuto anche se l’Asl non riesce a trovare la cura per governare un sistema consolidato nel tempo.
Da lunedì 12 gennaio la situazione dovrebbe tornare alla normalità e i reparti chiusi dovrebbero riprendere l’attività. Intanto il pronto soccorso ha chiesto alla direzione dell’ospedale di poter gestire dieci posti letto in più, proprio per evitare situazioni come quelle capitate alla pensionata di 80 anni. Durante le feste di Natale, in una notte in cui c’erano stati più incidenti e persone con traumi, al pronto soccorso sono stati messi a disposizione, riaprendo camere chiuse, dieci posti letto in più, proprio per non tenere troppo a lungo i cittadini sulle barelle, in un corridoio.
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