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«Vittima dei contrasti tra residenti e amministrazione»

di Sabrina Chiellini
«Vittima dei contrasti tra residenti e amministrazione»

Parla l’imprenditore che ha sospeso i lavori di via Turati: «Schiacciato dai dissidi nella pubblica amministrazione»

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CASCINA. Dietro lo stop forzato dei lavori per la realizzazione della strada fantasma, il prolungamento tra via Turati e via Viviani, a San Frediano a Settimo, ci sono esposti dimenticati e denunce più recenti. L’impresa Braccianti, subentrata, circa un anno e mezzo fa, al consorzio Cotrep dopo il fallimento di quest’ultimo, si è trovata a dover fronteggiare non poche difficoltà, come spiega l’imprenditore Marco Braccianti, senza però raccontare nel dettaglio le varie situazioni che lo hanno indotto ad abbandonare il cantiere. «Non posso aggiungere di più – dice – in quanto non ho presentato denunce per questi fatti. Ma sto cercando di difendermi sia dalle accuse di avere portato nell’area scarichi di altri cantieri e anche dal punto amministrativo. Posso dire abbastanza serenamente di essere rimasto schiacciato tra i contrasti che alcuni residenti del Villaggio Santa Maria hanno con il Comune e i problemi che ci sono all’interno di vari settori della pubblica amministrazione».

L’impresa edile Braccianti. già consorziata Cotrep, è subentrata all’appalto che era stato affidato nel 2004. Ma i lavori di fatto non sono mai iniziati, nonostante le due cerimonie di inaugurazione del cantiere. Abitudine che hanno molte amministrazioni comunali in provincia. Appena Braccianti ha avuto in affidamento i lavori per la costruzione della strada sono iniziati, stando all’imprenditore, i primi problemi. «Ci sono state denunce e poi un sopralluogo della polizia municipale che probabilmente aveva ricevuto alcune segnalazioni ed è venuta sul cantiere a verificare i materiali usati per realizzare la strada».

I vigili urbani avrebbero riscontrato la presenza illecita di materiali provenienti da altri cantieri. Di conseguenza hanno inviato una comunicazione alla Procura della Repubblica per reati ambientali e l’ufficio edilizia del Comune ha sospeso i lavori.

«I materiali sono stati fatti analizzare – spiega Braccianti – e non c’era niente di irregolare. Sono stati trovati su un’area che era abbandonata da molti anni, era veramente difficile attribuirne la responsabilità alla nostra impresa. Alla fine a pagare le conseguenze di una serie di contrasti siamo stati noi...Chi ha dichiarato che nell’area sono stati portati materiali non autorizzati non ha detto le cose come realmente stanno».

L’imprenditore si dice pronto a riprendere i lavori appena le varie questioni pendenti, ricorsi amministrativi e denunce, si chiariranno.

Per l’amministrazione comunale, che si avvicina alla scadenza del suo mandato, questa storia rischia di pesare anche durante la campagna elettorale.

Difficile dire infatti se il cantiere che in undici anni non ha fatto un passo arrivi a tagliare il traguardo in pochi mesi. Di fatto i lavori sono sospesi da mesi e in questa fare non può essere ipotizzata una data di inizio dei lavori.

«Abbiamo preso un impegno – conclude Braccianti – cerchiamo di portarlo a termine ma non è semplice».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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