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Santa Chiara, i soldi della fideiussione ancora da incassare

di Rino Bucci
L'ingresso del Santa Chiara a Volterra
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L'ingresso del Santa Chiara a Volterra

L’azienda si affida ad un avvocato per avere i 134mila euro. La garanzia avanzata dalle Fonti porta a una società romana

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VOLTERRA. Era nell’aria già da qualche giorno e ora ci sono le conferme. Non sarà semplice per il Santa Chiara escutere la fideussiune presentata dalle Fonti Group di Forlì a garanzia dell’acquisto (poi naufragato) del Chiarugi. Al punto che la partecipata del Comune di Volterra ha dato mandato al proprio legale - l’avvocato Anna Ceccarelli del foro di Pisa - di avviare tutte le procedure del caso.

La cifra da incamerare è pari al dieci per cento dell’importo che era stato stabilito nell’asta chiusa il maggio 2014 (un milione e 341mila euro) quindi stiamo parlando di 134mila euro. Soldi che farebbero comodo alle casse di un’azienda che è riuscita a riassestare il bilancio corrente dopo una fase di crisi ma che deve far fronte comunque al passivo pregresso vantato dai creditori. Senza trascurare le ricadute occupazionali e turistiche che potrebbe avere la trasformazione del Chiarugi in una struttura ricettiva.

La questione è abbastanza delicata dal momento che è ancora in corso la seconda procedura di vendita dell’ex padiglione psichiatrico. Del resto, non è un mistero che l’ente guidato dal professor Renato Bacci tenti di chiudere al secondo tentativo la trattativa con l’immobiliare romagnola. E, come riportammo qualche settimana fa, anche dalle Fonti Group c’è l’intenzione di partecipare alla nuova gara. A patto che si facciano avanti degli investitori interessati a spendere nel progetto di riqualificazione già pubblicato sul sito delle Fonti.

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A riprova dell’interesse all’affare c’è anche il fatto che a ridosso dei sei mesi imposti dal capitolato per perfezionare l’acquisto proprio dalle Fonti Group chiesero una proroga dei termini poi non concessi dal Santa Chiara perché non lo permetteva la normativa. Da quel giorno gli uffici amministrativi dell’azienda si attivarono per incamerare la fideiussione da 134mila euro presentata dall’immobiliare. Ma, alle raccomandate partite da Volterra non sono arrivate risposte.

A garantire l’operazione per conto delle Fonti Group è la Lombard Merchant Bank con sede legale a Roma. Si tratta di una società di investimento specializzata «nel rilascio di garanzie e fideiussioni per lo sviluppo del business aziendale, per le pratiche complesse», si legge nel sito internet.

Lombard Merchant Bank è stata acquistata oltre un anno fa dal banchiere svizzero Cesare Tenconi farne «una nuova Mediolanum». Al momento, però, non sembra sensibile alle richieste del Santa Chiara. E per questo dall’azienda hanno scelto di affidare la pratica ad un avvocato. Se non ci saranno risposte dalla società di investimento, con ogni probabilità, i vertici del Santa Chiara decideranno di rivalersi direttamente con le Fonti Group.

La decisione, però, arriverà dopo il 4 febbraio quando scadrà il secondo esperimento di vendita del padiglione Chiarugi a cui si spera possa partecipare anche le società romagnola.

 

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