Il Tirreno

Pontedera

l’aggressione al campo sportivo

Pontedera, sorpreso da tanta violenza l’arbitro querelerà il genitore

Un cartellino rosso "sventolato" da un arbitro (foto archivio)
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Un cartellino rosso "sventolato" da un arbitro (foto archivio)

Il fischietto, refertato con tre gioni al pronto soccorso dell'ospedale, dovrà prima chiedere l’autorizzazione all’Aia

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PONTEDERA. All’inizio Massimiliano Partigiani, l’arbitro aggredito da un genitore durante una partita dei Giovanissimi A, è rimasto così sorpreso da tanta violenza che ha preso tempo quando gli agenti del commissariato, intervenuti al campo sportivo, gli hanno chiesto se voleva querelare il genitore. In serata, però, dopo essersi consultato anche con i responsabili della sezione Aia di Pisa, per la quale il giovane arbitro è tesserato, è andato al pronto soccorso dell’ospedale Lotti e ha in mano un referto con tre giorni di prognosi.

È molto probabile che il genitore, protagonista di un sabato pomeriggio da dimenticare, sarà querelato. L’arbitro dovrà chiedere l’autorizzazione all’Aia e poi potrà farlo. Intanto, il comitato regionale toscano Figc si dice profondamente amareggiato per l'episodio avvenuto a Pontedera con l'aggressione del genitore, che ha saltato la rete di recinzione, alta tre metri e mezzo, e ha colpito con un pugno l'arbitro Partigiani della sezione di Pisa, "colpevole" di aver espulso suo figlio 14enne insieme a un avversario durante la partita dei Giovanissimi A tra l'Era Calcio e il Porta a Lucca.

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Chi era al campo racconta di una scena mai vista prima. Quando il genitore ha visto il cartellino rosso ha avuto una reazione che ha sorpreso tutti, anche se ormai le offese e gli atteggiamenti violenti sono entrati a fare parte sempre più spesso del calcio giovanile. Sono stati i dirigenti dell’Era Calcio a chiedere l’intervento della polizia, a tutela dell’arbitro e anche per difendere il nome della società che immediatamente ha preso le distanze dall’episodio condannando l’atteggiamento del padre, che ha cercato di farsi giustizia da sé.

Quando la volante del commissariato è arrivata al campo sportivo il genitore era presente ed è stato identificato. I dirigenti della società hanno anche provato a chiedergli le ragioni del suo comportamento, per capire se aveva intenzione di scusarsi.

Ovviamente, il tutto con il pensiero rivolto al figlio dell’uomo entrato in campo per aggredire l’arbitro. La situazione era grave ma anche imbarazzante per il minorenne coinvolto, suo malgrado, nel fatto che quasi sicuramente avrà un epilogo giudiziario. Se è vero che la querela penale è di parte, la polizia potrebbe valutare se ci sono gli estremi per procedere nei confronti del genitore con un divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Al momento però la vicenda è tutta in divenire anche dal punto di vista di eventuali indagini su come si sono svolti i fatti.

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