Sicurezza
Cella frigo in disuso diventa una casa
È ai margini della strada, ormai da tempo, nel comune di San Miniato. Usata come rifugio dai senzatettto
SAN MINIATO. Una cella frigo per portare gelati usata come tetto di fortuna per trascorrere la notte e ripararsi da pioggia e freddo. Succede a ridosso del sottopasso di via Conciatori, che collega la rotonda di San Donato di San Miniato con la zona industriale di Ponte a Egola.
Il "parallelepipedo" bianco è giusto all'incrocio tra la strada che arriva direttamente dalla rotatoria e il vialetto sterrato che corre lungo l'argine della ferrovia. È nascosto da un gruppo di alberelli, ma è impossibile non vederlo. Si tratta di una cella frigo addirittura di una marca di gelati tedesca, la Schöller, che nel 2002 è stata acquisita dalla multinazionale Nestlé. Sul lato che dà verso l'argine rialzato c'è una porticina, che un tempo veniva usata per prendere ghiaccioli e coni, e che ha rappresentato (o rappresenta) la porta di accesso al giaciglio, al cui interno ci sono buste di plastica e altri rifiuti sparsi, sistemati per creare un letto di fortuna. Sulla porticina, tra l'altro, si notano buchi per far passare l'aria anche se si chiude di notte per evitare il freddo.
Chissà da dove viene questo rudere che un tempo era il simbolo dell'estate e dell'allegria che solo i gelati sanno comunicare. E ancora, com'è stato possibile trasportare e scaricare "un rifiuto" tanto grande e scaricarlo a ridosso di una strada così trafficata, visto che ogni mattina quel tratto è percorso da moltissime persone che vanno a lavoro nelle numerose concerie presenti nella zona industriale di Ponte a Egola? E poi, la curiosità legata alla marca di gelati di questa cella frigo, la Schöller Eis: chissà quanti chilometri ha percorso durante la sua esistenza, portando gelati in giro per la Germania, prima di finire a San Miniato ed essere abbandonata e trattato come un qualsiasi rifiuto.
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